Riassunto. Il carcinoma mammario HER2-positivo rappresenta circa il 15-20% di tutti i tumori della mammella ed è caratterizzato da biologia più aggressiva e prognosi sfavorevole rispetto ad altri fenotipi. Tuttavia l’avvento degli agenti anti-HER2 ha permesso di rendere la malattia sempre più gestibile anche nelle fasi più avanzate. Tra le nuove strategie terapeutiche, trastuzumab-deruxtecan (TDXd) rappresenta un nuovo standard di cura grazie alla sua elevata efficacia, capacità di indurre risposte profonde e durature, attività significativa anche in sedi difficilmente trattabili come il sistema nervoso centrale e lo scheletro. D’altro canto, è compito del clinico attuare una gestione ottimale delle pazienti trattate con questo farmaco, che includa sia il monitoraggio e la prevenzione delle tossicità principali (polmonite interstiziale, nausea e vomito, cardiotossicità), sia la valutazione di strategie combinate con trattamenti loco-regionali, spesso coinvolgendo un team multidisciplinare sempre più largo. Tutto ciò non può prescindere dal mantenimento di una qualità di vita ottimale, in modo particolare in quelle pazienti che riescono a ottenere risposte durature. Infine, risultati di recenti trial suggeriscono un possibile impiego di T-DXd nelle fasi più precoci della malattia, rendendo indispensabile una crescente competenza clinica nella gestione di questo farmaco innovativo.