TY  -  JOUR
AU  -  Palmieri, Cataldo
AU  -  Gargani, Luna
AU  -  Trianni, Giuseppe
AU  -  Ravani, Marcello
AU  -  Vaghetti, Marco
AU  -  Rizza, Antonio
AU  -  Chiappino, Dante
AU  -  Berti, Sergio
T1  -  Multiple restenosi intrastent di graft venoso:
evoluzione diagnostica e terapeutica
PY  -  2011
Y1  -  2011-09-01
DO  -  10.1701/948.10375
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  102
IS  -  9
SP  -  347
EP  -  349
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/06/08
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/948.10375
N2  -  Viene presentato il caso di un uomo di 77 anni, già sottoposto a rivascolarizzazione miocardica tramite by-pass aorto-coronarico. Successivamente, per occlusione del graft venoso per il ramo marginale, è stato sottoposto ad angioplastica e posizionamento di uno stent non medicato che, nei 4 anni successivi, ha portato a multipli episodi di restenosi intrastent, ogni volta trattati con angioplastica. Dopo un ulteriore episodio di angina instabile, è stato sottoposto ad angioTC coronarica, che ha mostrato nuovamente una restenosi intrastent, confermata poi dall’angiografia; è stato quindi posizionato uno stent medicato. Successivamente, il paziente si è mantenuto asintomatico e, nonostante vi sia stata progressione di malattia a livello delle anastomosi del graft, lo stent precedentemente posizionato è rimasto pervio. Nella complessa gestione della restenosi intrastent di graft venosi, l’angioTC coronarica può risultare molto informativa. Qualora vi sia poi necessità di procedere a rivascolarizzazione, dati recenti suggeriscono che l’impiego di stent medicati è superiore rispetto ai non medicati.
ER  -   
