TY  -  JOUR
AU  -  Mega, Simona
AU  -  Nusca, Annunziata
AU  -  Patti, Giuseppe
T1  -  Possibilità di prevenzione con statine
delle complicanze degli interventi coronarici percutanei
PY  -  2012
Y1  -  2012-01-01
DO  -  10.1701/1022.11151
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  103
IS  -  1
SP  -  5
EP  -  10
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1022.11151
N2  -  In pazienti con malattia coronarica la terapia ipolipemizzante con statine ha dimostrato di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari. Studi in vitro ed in vivo hanno evidenziato un’azione LDL-indipendente di questa classe di farmaci, in grado di modulare la funzione endoteliale, l’infiammazione e la trombosi. L’infarto miocardico periprocedurale e la nefropatia indotta da contrasto dopo procedure di rivascolarizzazione percutanea (PCI), che si associano ad una prognosi peggiore nel follow-up a lungo termine, sono entrambe complicanze dovute a meccanismi patogenetici infiammatori. Studi randomizzati hanno dimostrato un effetto benefico a breve termine del pretrattamento con statine nella riduzione del rilascio peri-procedurale di marker cardiaci nei pazienti sottoposti a PCI. La terapia con statine prima di una PCI elettiva riduce infatti l’infarto miocardico periprocedurale nei pazienti con angina stabile. Un carico con alte dosi di atorvastatina previene il danno miocardico anche in pazienti con sindromi coronariche acute sottoposti a PCI precoce (<48 ore). In pazienti già in terapia cronica con statina, un ulteriore carico di statina ad alto dosaggio si associa ad una significativa riduzione a 30 giorni di eventi cardiaci avversi maggiori. La terapia con statine al momento della PCI ha infine dimostrato di ridurre significativamente l’incidenza di nefropatia indotta da contrasto. Tutte queste evidenze supportano una somministrazione precoce di statine ad alte dosi in tutti i pazienti da sottoporre a rivascolarizzazione percutanea coronarica allo scopo di ottenere benefici di tipo pleiotropico da tali farmaci.
ER  -   
