TY  -  JOUR
AU  -  Turitto, Giacinto
AU  -  Di Bisceglie, Maurizio
AU  -  Moraca, Lucia
AU  -  Sasso, Nicola
AU  -  Sepede, Carmela
AU  -  Suriano, Angela
AU  -  Romito, Sante
T1  -  Una nuova opzione terapeutica nel carcinoma prostatico ormonorefrattario
PY  -  2012
Y1  -  2012-02-01
DO  -  10.1701/1045.11391
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  103
IS  -  2
SP  -  74
EP  -  78
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/24
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1045.11391
N2  -  Fino a poco tempo fa, solo la terapia con docetaxel e prednisone ha dimostrato di prolungare la sopravvivenza negli uomini con carcinoma prostatico metastatico ormonorefrattario. Con l’approvazione di sipuleucel-T, cabazitaxel e abiraterone acetato e prossimamente di MDV3100 e TAK700 – tutte molecole in grado di impattare sulla sopravvivenza globale – lo scenario per la gestione con carcinoma prostatico metastatico è drammaticamente cambiata. L’abiraterone acetato è stato prodotto per inibire specificamente l’attività enzimatica di CYP17A1 che rappresenta un enzima essenziale nella biosintesi del testosterone. In uno studio di fase III, il trattamento con abiraterone acetato in associazione a prednisone ha determinato un prolungamento nella sopravvivenza nei pazienti con carcinoma prostatico ormonorefrattario, progrediti dopo trattamento con docetaxel rispetto al solo prednisone ed ha presentato un profilo di tollerabilità accettabile, del tutto simile all’associazione placebo-prednisone. Tuttavia, gli effetti collaterali derivati da un aumento dei livelli sierici di mineralcorticoidi per l’inibizione dell’enzima CYP17A1, come la ritenzione di fluidi con edema, l’ipokalemia e l’ipertensione, sono risultati significativamente più frequenti rispetto al gruppo placebo.
ER  -   
