TY  -  JOUR
AU  -  Panetta, Daniele
AU  -  Marinelli, Martina
AU  -  Todiere, Giancarlo
AU  -  Tripodi, Maria
AU  -  Salvadori, Piero A.
AU  -  Neglia, Danilo
T1  -  Imaging ibrido: presente e futuro della diagnostica non invasiva
PY  -  2012
Y1  -  2012-05-01
DO  -  10.1701/1090.11981
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  103
IS  -  5
SP  -  183
EP  -  197
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1090.11981
N2  -  L’integrazione di informazioni complementari ottenute da diverse modalità di imaging in medicina ha aperto, a partire dagli anni ’90, nuovi scenari e possibilità di diagnosi non invasiva. L’informazione anatomo-funzionale derivante dalla fusione delle immagini (ad es., PET e TC, o SPECT e TC) è maggiore della somma delle informazioni ottenute con le singole modalità e permette, mediante l’uso di specifiche tecniche di elaborazione, di ottenere anche l’integrazione di informazioni di tipo quantitativo. Precedentemente all’introduzione dei tomografi integrati multimodali (fusione hardware), numerose tecniche software sono state elaborate per permettere la fusione di immagini ottenute da diverse modalità; tali tecniche continuano ad assumere un ruolo importante sia laddove le modalità richieste non sono disponibili in un unico strumento integrato, sia nel caso in cui movimenti volontari e involontari diventino causa di disallineamenti inter-modalità durante un esame eseguito con un tomografo integrato (ad es., in cardiologia) o nel caso in cui le modalità debbano essere utilizzate in tempi diversi con tomografi separati. Questo articolo riassume il percorso evolutivo sia software che hardware delle tecnologie di imaging ibrido in campo clinico e preclinico, e discute l’impatto di queste tecnologie nella pratica clinica, con particolare riferimento all’area cardiovascolare.
ER  -   
