TY  -  JOUR
AU  -  Dammacco, Franco
T1  -  La Medicina Interna e l’approccio olistico al paziente
tra globalizzazione e tecnologie avanzate
PY  -  2012
Y1  -  2012-06-01
DO  -  10.1701/1104.12130
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  103
IS  -  6
SP  -  248
EP  -  255
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1104.12130
N2  -  Benché la Medicina Interna (MI) abbia svolto per molti anni un ruolo cruciale nella formazione del medico e nell’inquadramento diagnostico delle più comuni malattie, a partire dall’inizio degli anni ’70 l’esplosione delle conoscenze, il riconoscimento della natura multidisciplinare della MI e la conseguente impossibilità per l’internista di dominare un patrimonio conoscitivo tanto esteso ed in continua espansione hanno favorito lo sviluppo di settori specialistici confinati a patologie d’organo o apparato. La parcellizzazione dello scibile medico ha favorito la nascita di una serie di specialità “gemmate” dalla MI. Ne è scaturita una crisi di identità della MI, alla quale hanno contribuito trasformazioni sociali e variazioni del quadro epidemiologico delle malattie, condizionate da fattori quali longevità, fragilità e disabilità, polipatologia e cronicizzazione. Negli ultimi anni, tuttavia, la MI ha recuperato un ruolo centrale per la diffusa consapevolezza che l’Internista, esperto in “medicina della complessità”, è l’unico medico capace di operare una visione olistica del paziente. Lo sviluppo delle biotecnologie, caratterizzato da una parte dalle nanotecnologie e dall’altra dalle strumentazioni della diagnostica per immagini, ha inoltre contribuito a rendere la medicina clinica sempre più precisa ed affidabile. L’analisi genomica di bersagli farmacologici innovativi ha aperto nuovi orizzonti terapeutici, specialmente in campo oncologico. Un sorprendente aspetto dell’attuale medicina, caratterizzata da aspettative irragionevoli, è il progressivo incremento del contenzioso medico-legale e le citazioni del medico in giudizio, spesso motivati da intenti speculativi. Ne è derivata la cosiddetta medicina difensiva, con richieste da parte del medico di esami ed indagini spesso non necessari, e quindi con inutile aggravio della spesa sanitaria. A fronte di una realtà in rapido divenire, è lecito quindi chiedersi se la preparazione attuale del medico nel nostro Paese si possa considerare al passo con i tempi, anche tenendo conto che familismo e nepotismo, iniquità, inefficienza e valutazioni comparative con eccesso di localismo hanno suscitato critiche spietate e spesso meritate, ampiamente dibattute in diverse pubblicazioni monografiche. La risposta non può che essere variegata e riflettere un’immagine “a pelle di leopardo”.
ER  -   
