TY  -  JOUR
AU  -  Cozzolino, Mario
AU  -  Brunini, Francesca
AU  -  Capone, Valentina
AU  -  Ricca, Flavia
AU  -  Kwaidri, Younes
AU  -  Montanari, Emanuele
AU  -  Cusi, Daniele
T1  -  Ruolo della vitamina D nei pazienti con malattia renale cronica
PY  -  2013
Y1  -  2013-01-01
DO  -  10.1701/1226.13593
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  104
IS  -  1
SP  -  33
EP  -  40
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1226.13593
N2  -  L’insufficienza renale cronica (IRC) rappresenta oggigiorno un importante problema di salute pubblica in considerazione della sua prevalenza in aumento e della morbilità e mortalità correlate alle sue complicanze. Sebbene l’IRC sia asintomatica fino agli stadi terminali di malattia, precocemente si manifestano importanti anomalie dell’omeostasi minerale che comprendono i livelli sierici di calcio, fosforo, vitamina D e paratormone (PTH). Queste alterazioni metaboliche hanno un forte impatto sulla storia clinica e sulla prognosi dei pazienti affetti da IRC, dal momento che sono correlate con lo sviluppo di complicanze cardiovascolari. Il termine Chronic Kidney Disease-Mineral Bone Disease (CKD-MBD) è stato coniato per dare una nuova definizione alla malattia ossea in corso di CKD, connotandola come un disordine sistemico strettamente legato allo sviluppo di calcificazioni vascolari e all’insorgenza di problematiche cardiovascolari. Il deficit di vitamina D ha un ruolo centrale nella patogenesi della CKD-MBD. La vitamina D, infatti, mediante il legame con suoi specifici recettori (VDRs), ubiquitari nell’organismo, esercita numerose azioni pleiotropiche quali la inibizione sullo sviluppo dell’iperparatiroidismo secondario, effetti anti-ipertensivi, anti-infiammatori, anti-fibrotici, immunomodulanti, anti-proliferativi, anti-diabetici ed anti-proteinurici. Questi meccanismi spiegano, almeno in parte, come lo stato della vitamina D possa influenzare in modo rilevante lo sviluppo di complicanze cardiovascolari e la progressione del danno renale in corso di CKD. Tali osservazioni confermano l’importanza di una diagnosi precoce dei disturbi dell’omeostasi minerale in corso di CKD e la necessità di correggere il deficit di vitamina D per evitare lo sviluppo di problematiche cardiovascolari e degli eventi maggiori ad esse correlate.
ER  -   
