TY  -  JOUR
AU  -  Lippi, Giuseppe
AU  -  Cervellin, Gianfranco
T1  -  Approccio diagnostico
al trauma cranico lieve dell’adulto in medicina d’urgenza:
tra biomarcatori ed imaging
PY  -  2013
Y1  -  2013-03-01
DO  -  10.1701/1255.13861
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  104
IS  -  3
SP  -  120
EP  -  132
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/27
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1255.13861
N2  -  Il trauma cranico è una tra le più frequenti malattie disabilitanti, con prevalenza annua stimata di circa 250-600 pazienti per 100.000, e mortalità di 17 casi per 100.000. Il trauma cranico lieve è circa 15 volte più frequente di quello moderato ed oltre 20 volte di quello grave. Malgrado esistano tuttora contraddizioni sul significato clinico del termine “trauma cranico”, esso non è comunque sinonimo di lesione traumatica del cervello. La maggiore difficoltà diagnostica risiede proprio nel fatto che traumi cranici lievi possono talora associarsi a lesioni intracraniche severe, soprattutto in presenza di specifici fattori di rischio. Malgrado lo strumento diagnostico d’elezione sia rappresentato dalla tomografia assiale computerizzata (TAC), l’esecuzione sistematica in tutti i pazienti non è auspicabile per limitata prevalenza di positività, rischio radiologico, costo elevato e complessità. Molteplici potenziali biomarcatori sono stati quindi proposti per lo screening dei pazienti, ma alla luce di una serie di considerazione cliniche ed analitiche, quello che sembra oggi godere delle migliori prospettive è la proteina S100B. Dopo aver analizzato gli studi clinici nei pazienti con trauma cranico lieve, abbiamo infatti calcolato un’area sotto la curva cumulativa pari a 0,753 (95% CI, 0,752-0,754), un valore predittivo negativo di 97,7% (95% CI, 97,5-97,8%) ed un valore predittivo positivo di 23,6% (95% CI, 23,2-24%) per danno cerebrale. Abbiamo pertanto sviluppato un algoritmo diagnostico basato sulla valutazione preliminare del Glasgow Coma Scale (GCS). Pazienti con valori <14 sono avviati alla TAC, quelli con valori 14-15 senza fattori di rischio sono dimessi, mentre in quelli con valori 14-15 e presenza di fattori di rischio è eseguita la determinazione della proteina S100B in urgenza. In relazione al valore del marcatore, pazienti con concentrazione inferiore al cut-off diagnostico sono dimessi, mentre quelli con concentrazione superiore sono avviati alla TAC. Combinando la percentuale di TAC positive nei pazienti con traumi cranici lievi ed il valore predittivo negativo della proteina S100B, questo protocollo consentirebbe in tutta sicurezza di risparmiare 30-50% delle TAC e 28% dei costi.
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