TY  -  JOUR
AU  -  Martelli, Luisa
AU  -  Venegoni, Mauro
T1  -  I registri: valutazione post-marketing del profilo beneficio-rischio dei farmaci e promozione dell’appropriatezza. Il punto di vista regionale
PY  -  2013
Y1  -  2013-06-01
DO  -  10.1701/1295.14329
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  104
IS  -  6
SP  -  272
EP  -  274
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1295.14329
N2  -  Le Regioni, così come l’Agenzia regolatoria, sono interessate al miglioramento dell’appropriatezza d’uso dei farmaci, al contenimento della spesa e ad acquisire informazioni aggiuntive riguardanti efficacia e sicurezza. Il corretto utilizzo dei registri sui farmaci può aiutare a raggiungere questi obiettivi. Specificamente, i registri finora implementati in Italia sono stati in grado di perseguire i primi due obiettivi, mentre rimangono diverse criticità sul terzo. Per esempio, i dati che sono raccolti nei registri non sono disponibili a livello regionale per condurre ulteriori indagini di efficacia e di sicurezza. Si tratta di un paradosso, se si considera che i registri sono implementati soprattutto per farmaci nuovi, il cui profilo beneficio-rischio è solo parzialmente definito al momento della commercializzazione. Al momento, ricercatori e Regioni possono condurre ricerca epidemiologica (studi di coorte e caso controllo), utilizzando procedure di record-linkage, su tutti farmaci che vengono prescritti in medicina generale (di norma, farmaci più “vecchi” e con un profilo beneficio-rischio meglio definito). È anche indispensabile che ci sia una chiara espressione di cosa ci si attende dai registri: se devono essere strumenti per favorire l’appropriatezza, deve essere richiesto un set minimo di dati (per non appesantire il lavoro dei clinici). I centri italiani della rete ENCePP (European Network of Centres for Pharmacoepidemiology and Pharmacovigilance) potrebbero dare un contributo importante alla pianificazione e al mantenimento dei registri attraverso la presenza negli “steering committees” e la realizzazione di studi epidemiologici che sfruttino questa importante risorsa, fino ad ora non utilizzabile.
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