TY  -  JOUR
AU  -  Zini, Gina
T1  -  La morfologia: una fase cruciale nella diagnosi 
delle sindromi mielodisplastiche
PY  -  2014
Y1  -  2014-03-01
DO  -  10.1701/1434.15870
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  105
IS  -  3
SP  -  104
EP  -  109
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1434.15870
N2  -  La diagnosi e la classificazione delle sindromi mielodisplastiche (SMD) sono basate sull’integrazione di morfologia, immunofenotipo, istologia, genetica e analisi molecolare. La citomorfologia mantiene tuttavia in questo contesto un ruolo preliminare e fondamentale rispetto alle altre metodiche. La prima classificazione moderna delle SMD, pubblicata originariamente nel 1985 dal gruppo FAB (French-American-British), ne prevedeva la suddivisione in cinque categorie. La classificazione WHO del 2008 ha ampliato e modificato questo approccio, individuando sette distinte entità citomorfologiche e abbassando la soglia dei blasti per la discriminazione delle SMD dalle leucemie mieloidi acute al 19%. Inoltre, la leucemia mielomonocitica cronica, compresa in epoca FAB tra le SMD, viene collocata nella categoria delle SMD/neoplasie mieloproliferative. Vengono inoltre forniti precisi criteri quantitativi e qualitativi per la definizione di displasia morfologica, atti a migliorare la standardizzazione del metodo microscopico.
ER  -   
