TY  -  JOUR
AU  -  Loiacono, Ferdinando
AU  -  Alberti, Luca
AU  -  Lauretta, Ludovica
AU  -  Puccetti, Patrizia
AU  -  Silipigni, Carmen
AU  -  Margonato, Alberto
AU  -  Fragasso, Gabriele
T1  -  Terapia metabolica per l’insufficienza cardiaca
PY  -  2014
Y1  -  2014-07-01
DO  -  10.1701/1574.17114
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  105
IS  -  7
SP  -  288
EP  -  294
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1574.17114
N2  -  L’insufficienza cardiaca può promuovere modificazioni metaboliche come la resistenza all’insulina, in parte attraverso l’attivazione neuroumorale, determinando un maggiore utilizzo di substrati alternativi ai carboidrati per la produzione di energia. Infatti, nei pazienti con insufficienza cardiaca si è dimostrato un aumento della concentrazione plasmatica di corpi chetonici a digiuno così come dell’ossidazione degli acidi grassi. Il risultato è la riduzione della produzione di ATP, di fosfocreatina e di creatina chinasi nel miocardio, con conseguente riduzione dell’efficienza del lavoro meccanico. Un approccio diretto per manipolare il metabolismo energetico cardiaco consiste nel modificare l’utilizzo dei substrati da parte del cuore insufficiente. A oggi, i trattamenti metabolici più efficaci comprendono diversi agenti farmacologici che inibiscono direttamente l’ossidazione degli acidi grassi. I risultati della ricerca corrente sostengono il concetto che modificare la preferenza dei substrati energetici dal metabolismo degli acidi grassi verso il metabolismo del glucosio potrebbe rappresentare un trattamento efficace aggiuntivo in pazienti con insufficienza cardiaca. La trimetazidina è il farmaco più studiato in questo contesto. Diversi piccoli studi hanno evidenziato l’utilità di tali strumenti terapeutici aggiuntivi per l’insufficienza cardiaca. Più in particolare, recenti meta-analisi e uno studio retrospettivo multicentrico hanno dimostrato che l’uso aggiuntivo di trimetazidina in pazienti con insufficienza cardiaca, oltre a un beneficio sintomatologico e al miglioramento della funzione cardiaca, fornisce anche un significativo effetto protettivo sulla mortalità da ogni causa, sugli eventi cardiovascolari e sulle ospedalizzazioni per cause cardiache. Tuttavia, l’esatto ruolo della terapia metabolica nello scompenso cardiaco deve essere ancora definito, e un ampio trial multicentrico randomizzato è quindi necessario.
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