TY  -  JOUR
AU  -  Dalle Nogare, Fabrizio
AU  -  Di Lorenzo, Francesco
AU  -  Sanfilippo, Adriana
AU  -  Dalle Nogare, Ernesto Renato
AU  -  Arena, Nunzia
AU  -  Prestileo, Tullio
T1  -  Contact tracing e partner notification 
in una coorte di pazienti con infezione da HIV. Uno studio prospettico condotto a Palermo nel 2012
PY  -  2014
Y1  -  2014-09-01
DO  -  10.1701/1606.17518
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  105
IS  -  9
SP  -  327
EP  -  332
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/10
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1606.17518
N2  -  Introduzione. Per studiare e valutare opportune misure di prevenzione per arginare la diffusione dell’infezione da HIV e delle altre infezioni sessualmente trasmissibili sono state messe a punto metodologie specifiche, come la contact tracing e la partner notification, che focalizzano l’attenzione sulla necessità di tutelare i diritti del singolo individuo evitando di facilitare politiche culturali e sanitarie che possano incentivare pericolose forme di discriminazione. Obiettivo. Conoscere l’opinione di un campione di pazienti con infezione da HIV in merito alla possibilità di attivare un servizio di supporto per la comunicazione della diagnosi ai partner attuali e pregressi. Disegno e setting. È stata condotta un’indagine conoscitiva, di tipo prospettico, sulle procedure di contact tracing e partner notification attraverso la somministrazione di questionari anonimi su un campione di 110 pazienti con infezione da HIV, in follow-up presso l’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’Ospedale Civico Benfratelli di Palermo, intervistati consecutivamente nel corso del mese di marzo 2012. Risultati. La comunicazione efficace della diagnosi ai partner è considerata indispensabile sia per tutelare le persone con le quali il paziente è venuto in contatto, sia per contribuire effettivamente alla riduzione della diffusione del virus HIV. Le domande inerenti a questo tema hanno avuto oltre il 90% di risposte positive. Anche i quesiti riguardanti la tutela della propria riservatezza nei processi di comunicazione hanno mostrato che informare comunque i partner è avvertita come un’esigenza superiore al rischio di perdere la propria privacy: infatti, la percentuale di risposte positive è stata dell’81%. Il 34% del campione ritiene che il medico debba chiedere al paziente di rivelare i nomi dei partner con i quali ha avuto comportamenti a rischio. Il 31% si dichiara a favore della delega totale al medico, mentre poco più del 25% degli intervistati preferisce la modalità personale, ma con l’aiuto del medico. Conclusioni. Lo studio ha evidenziato che, complessivamente, oltre il 70% degli intervistati è a favore di un avviso personale, a fronte del 25% che, nell’avvisare personalmente, gradirebbe il supporto di un operatore sanitario. La percentuale di coloro che intenderebbero delegare totalmente la comunicazione al medico si riduce drasticamente a meno del 2%.
ER  -   
