TY  -  JOUR
AU  -  Viscogliosi, Giovanni
T1  -  Districare il contributo differenziale dell’ipertensione e dell’invecchiamento sul rischio di demenza
PY  -  2015
Y1  -  2015-02-01
DO  -  10.1701/1790.19494
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  106
IS  -  2
SP  -  92
EP  -  96
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/31
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/1790.19494
N2  -  La demenza rappresenta una delle più frequenti cause di disabilità funzionale nell’anziano. A oggi non esistono terapie efficaci in grado di modificare il decorso della malattia. Grandi sforzi sono stati compiuti nello studio dei correlati biologici della demenza. Una crescente quantità di evidenze ha riportato che i classici fattori di rischio cardiovascolare sono potentemente associati a varie forme di demenza. Nonostante l’ipertensione arteriosa sia stato il fattore di rischio più studiato in relazione alla funzione cognitiva e rischio di demenza, è ancora difficile mettere insieme i risultati degli studi, a causa di differenze metodologiche tra i maggiori studi, e trarre conclusioni definitive. La relazione tra pressione arteriosa e demenza sembra essere molto complessa e non unidirezionale. Sia livelli pressori troppo elevati sia troppo bassi sono associati a deterioramento della funzione cognitiva nell’anziano. I cambiamenti età-correlati sia nella pressione arteriosa sia nella funzione cognitiva, così come il danno cerebrovascolare e l’invecchiamento arterioso sistemico, potrebbero esercitare effetti confondenti. Studi futuri di tipo longitudinale sono necessari per ottenere risultati coerenti. In generale, la possibilità di prevenire la demenza a livello di popolazione attraverso il controllo dei fattori di rischio cardiovascolare non è ancora stata dimostrata.
ER  -   
