TY  -  JOUR
AU  -  Gallingani, Francesca
AU  -  Piccinni, Carlo
AU  -  Simeoni, Angela
AU  -  Poluzzi, Elisabetta
AU  -  Menchetti, Marco
AU  -  Berardi, Domenico
T1  -  La centralità del paziente nella terapia antipsicotica:
condivisione del trattamento, aderenza e ricerca
PY  -  2015
Y1  -  2015-11-01
DO  -  10.1701/2074.22492
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  106
IS  -  11
SP  -  551
EP  -  563
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/26
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2074.22492
N2  -  Attualmente è presente sul mercato un elevato numero di farmaci antipsicotici, compresi in due classi principali: tradizionali (o di prima generazione) e atipici (o di seconda generazione). Quest’ampia disponibilità di prodotti risponde, almeno in parte, alla necessità di individuare il trattamento più adeguato per il singolo paziente. Condizione imprescindibile per l’efficacia del trattamento antipsicotico è l’aderenza, fenomeno multi-determinato che dipende sia da fattori legati alle proprietà farmacologiche di ogni composto, sia da fattori indipendenti dalla scelta della terapia: tra questi ultimi vi sono l’alleanza terapeutica tra paziente e medico/équipe curante, il punto di vista del paziente rispetto a benefici e rischi dei farmaci, e la relazione del paziente con l’ambiente familiare e sociale. La raccolta delle informazioni provenienti dal paziente aiuta la gestione del singolo caso clinico, ma tali informazioni possono anche diventare fonti di dati per la ricerca. In entrambi i casi, i dati devono essere raccolti in maniera ordinata e ben codificabile, pertanto sono stati sviluppati numerosi strumenti (questionari, registri), che consentono di effettuare una rilevazione della percezione del paziente del suo stato di salute, nonché degli esiti positivi e negativi della sua terapia farmacologica. Questi strumenti sono noti in letteratura con la denominazione PROM (patient-reported outcome measures). Dal punto di vista clinico, i PROM hanno dimostrato di ridurre il divario esistente tra il medico e il paziente in diverse aree terapeutiche. Questo consente al curante di individuare il trattamento più adeguato al singolo paziente, andando incontro alle sue necessità e preferenze, e di adattarlo nel tempo ai cambiamenti della percezione della sua condizione clinica. Riguardo alla ricerca, gli effetti riportati dal paziente, in termini sia di benefici sia di reazioni avverse, rappresentano una fonte preziosa di dati su cui condurre studi osservazionali che definiscano meglio il profilo beneficio-rischio delle terapie farmacologiche, soprattutto in psichiatria.
ER  -   
