TY  -  JOUR
AU  -  Amato, Laura
AU  -  Parmelli, Elena
AU  -  Vecchi, Simona
AU  -  Minozzi, Silvia
AU  -  Mitrova, Zuzana
AU  -  De Palma, Rossana
AU  -  Berti, Elena
AU  -  Davoli, Marina
T1  -  Protesi valvolari aortiche transcatetere:
revisione sistematica della letteratura su efficacia e sicurezza
PY  -  2016
Y1  -  2016-01-01
DO  -  10.1701/2132.23102
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  1
SP  -  25
EP  -  38
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2132.23102
N2  -  Introduzione. La stenosi aortica è la patologia valvolare più comune e l’impianto transcatetere di valvola aortica (TAVI), in alcuni pazienti inoperabili o ad alto rischio, viene considerato un’alternativa all’intervento chirurgico di sostituzione valvolare aortica e al trattamento medico conservativo. L’intervento chirurgico di sostituzione aortica non è, però, proponibile per tutti i pazienti con stenosi aortica severa, considerando anche gli alti costi a essa associati. Obiettivo. Valutare l’efficacia e la sicurezza dell’impianto delle protesi valvolari aortiche per via percutanea o transapicale (TAVI). Risultati. La presente revisione include 10 studi controllati randomizzati (RCT) e 29 studi osservazionali. I risultati sono stati cumulati, ove possibile, in sintesi statistiche. La qualità complessiva delle prove è stata valutata utilizzando il sistema GRADE. Per quanto riguarda la TAVI vs chirurgia tradizionale, non sono state evidenziate differenze significative tra la TAVI e la chirurgia tradizionale per la mortalità a 1 anno o più, la frequenza di ictus, e l’infarto; per la mortalità a 30 gg nessuna differenza evidenziata negli RCT mentre il risultato è a favore della TAVI negli studi osservazionali. Un altro risultato in favore della TAVI riguarda la frequenza di sanguinamento maggiore che è significativamente inferiore nei pazienti trattati con TAVI. La qualità delle prove variava da moderata a molto bassa. Per la TAVI vs terapia medica, riguardo all’esito mortalità a un anno o più, se si considerano gli RCT, i risultati sono favorevoli alla TAVI, mentre negli studi osservazionali non si osservano differenze significative, tra i due interventi. Al contrario per l’esito mortalità a 30 gg, negli RCT non si osservano differenze significative tra i due interventi, mentre i risultati sono favorevoli alla TAVI negli studi osservazionali. La frequenza di ictus nell’unico RCT che riportava questo esito risulta significativamente inferiore nei pazienti trattati con terapia medica mentre non si osservano differenze significative nei risultati degli studi osservazionali. I risultati relativi alla frequenza di infarto provenienti da studi osservazionali sono in favore della TAVI. La qualità delle prove variava da bassa a molto bassa. Conclusioni. I pazienti candidati all’intervento con TAVI sono quelli per cui l’intervento chirurgico tradizionale a cuore aperto non è raccomandabile a causa dell’elevato rischio dovuto all’età avanzata o a importanti comorbilità.
ER  -   
