TY  -  JOUR
AU  -  Pochesci, Alessia
AU  -  Passaro, Antonio
AU  -  Catania, Chiara
AU  -  Noberasco, Cristina
AU  -  Del Signore, Ester
AU  -  Spitaleri, Gianluca
AU  -  De Marinis, Filippo
T1  -  L’immunoterapia nel NSCLC: evoluzione delle conoscenze
e dei progressi clinici
PY  -  2016
Y1  -  2016-04-01
DO  -  10.1701/2218.23930
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  4
SP  -  186
EP  -  192
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2218.23930
N2  -  I tumori del polmone rappresentano la principale causa di morte cancro-relata nel mondo. Sebbene la chemioterapia e le terapie target abbiano migliorato la sopravvivenza dei pazienti, la prognosi della malattia metastatica rimane infausta. Docetaxel è ancora oggi il trattamento di scelta per la seconda linea, sebbene sia associato a un profilo di tossicità sfavorevole. I recenti progressi nella comprensione delle modalità con cui i tumori sfuggono al controllo immunitario hanno portato allo sviluppo di nuovi agenti in grado di ristabilire la risposta immunitaria dei pazienti nei confronti delle cellule tumorali. A differenza dei vaccini, gli inibitori dei checkpoint immunitari hanno mostrato risultati promettenti nei pazienti con tumori del polmone non a piccole cellule (NSCLC). In particolare, nivolumab e pembrolizumab, anticorpi monoclonali anti-PD-1, hanno portato nei pazienti refrattari alla chemioterapia a risposte obiettive del 15-25%, la maggior parte delle quali insorte rapidamente e persistenti anche oltre 1 anno dopo l’inizio della terapia. Inoltre, il loro profilo di tossicità differisce molto da quello della chemioterapia tradizionale, risultando di gran lunga migliore. L’espressione di PD-L1 rappresenta un bio-marcatore promettente per la selezione e la stratificazione dei pazienti, sebbene il suo ruolo prognostico e predittivo rimanga da definire. Numerosi studi clinici sono attualmente in corso con l’obiettivo di definire il ruolo degli inibitori dei checkpoint immunitari nel trattamento dei tumori polmonari, la loro combinazione con la chemioterapia tradizionale o con le terapie target e l’efficacia e la sicurezza del blocco combinato di PD-1/PD-L1 e CTLA4. Riportiamo una rassegna basata sulla ricerca, attraverso MEDLINE/PubMed, di studi randomizzati di fase II e III che considerano i dati di efficacia, in termini di sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e tasso di risposte globali (ORR), degli inibitori dei checkpoint immunitari nei pazienti con NSCLC.
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