TY  -  JOUR
AU  -  Gristina, Giuseppe R.
AU  -  Bertolini, Guido
T1  -  Possiamo ancora immaginare un nuovo ruolo per i medici italiani?
PY  -  2016
Y1  -  2016-05-01
DO  -  10.1701/2260.24330
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  5
SP  -  213
EP  -  217
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2260.24330
N2  -  La professione medica opera contemporaneamente in tre diversi ambiti: scientifico, etico ed economico. Ciascuno di essi è in continua evoluzione così come, di conseguenza, lo sono le loro reciproche interrelazioni. Pertanto, se la professione medica vorrà mantenere il suo ruolo centrale nella società dovrà porre costante attenzione a questi cambiamenti cercando di evolvere coerentemente con essi. Questo per i medici significherà essere in grado di negoziare continuamente il loro status (posizione sociale), il ruolo (modello professionale) e la funzione (guarigione da malattie, prolungamento della vita) per continuare a rappresentare un riferimento efficace per i pazienti. Purtroppo, le istituzioni mediche (università, sindacati dei medici, società scientifiche e ordini professionali) non mostrano di aver compreso questa complessità e non sembrano interessate ad avviare un diverso modo di pensare alla professione, essendo invece impegnate a difendere e perpetuare lo stesso status, lo stesso ruolo e la stessa funzione tipici del passato. È difficile trovare interpretazioni alternative alla decisione dell’Ordine dei medici di Bologna di sospendere alcuni medici, rei di esser contravvenuti all’articolo 3 del Codice di Deontologia Medica, avendo delegato agli infermieri attivi nell’emergenza extra-ospedaliera alcuni protocolli operativi che prevedono, in situazioni ben definite, anche la somministrazione di farmaci salva-vita.
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