TY  -  JOUR
AU  -  Koch, Maurizio
AU  -  Festa, Virginia
AU  -  Chiesara, Francesca
AU  -  Moretti, Alessandra
AU  -  Bianchi, Marco
AU  -  Dezi, Angelo
T1  -  La malattia diverticolare verso il 2020. Un approccio evidence-based
PY  -  2016
Y1  -  2016-06-01
DO  -  10.1701/2296.24692
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  6
SP  -  309
EP  -  319
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2296.24692
N2  -  La malattia diverticolare (MD) del colon ha un peso crescente per le risorse del servizio sanitario in termini di ricoveri ospedalieri per complicanze, mortalità e tasso di intervento chirurgico. Questa revisione si concentra sulla storia clinica della MD e sulle attuali e future modalità che i gastroenterologi hanno o avranno per modificarla. La prevalenza della malattia aumenta con l’invecchiamento e la maggior parte delle diverticolosi sono identificate occasionalmente con colonscopia. Nella maggior parte di questi soggetti rimane asintomatica per tutta la vita e solo il 4% di essi sviluppa diverticolite. Tuttavia, tra il 4 e il 25% di chi è affetto da diverticolite presenterà una recidiva, e il 15% di essi svilupperà complicazioni. I ricoveri per diverticolite mostrano una forte crescita (+21% 2013 vs 2003, dati USA). I costi annuali totali per il ricovero in ospedale per MD in USA sono di oltre 2,2 miliardi di dollari, e in Italia superano i 63 milioni di euro. La mortalità ospedaliera può raggiungere lo 0,5%. La diagnosi di diverticolite si basa sulla storia clinica, sui test di laboratorio e di imaging (ecografia, TAC). La diagnosi clinica ha una sensibilità del 68% e una specificità del 98% circa. Secondo una meta-analisi, le prestazioni di ecografia e TAC risultano molto elevate (“pooled” sensibilità 92-94%, specificità 90-99%; Rapporto di Verosimiglianza positivo 9,6 per ecografia e 78,4 per TAC, Rapporto di Verosimiglianza negativo rispettivamente 0,09 e 0,06). Le evidenze per prevenire le ricadute sono poche. In ogni caso, una recente meta-analisi di 6 RCT non suggerisce alcun ruolo per la mesalazina (GRADE SCALE per la evidenza 3). Antibiotici non assorbibili (rifaximina) sono stati utilizzati in due studi (un RCT e uno studio osservazionale retrospettivo). I dati provenienti dai due studi suggeriscono alcune evidenze a favore del suo uso (GRADE SCALE 1). Il numero dei pazienti inseriti nei due studi è di 291. Considerando il rischio-base di 19 recidive ogni 100 pazienti (5 anni di periodo di osservazione; dati provenienti dallo studio sulle recidive dal maggior campione di pazienti), la differenza di rischio assoluto è di meno 9 pazienti con recidiva (IC 95% -14 a +3) nel RCT e meno 14 pazienti (IC 95% -17 a -5) nello studio osservazionale. Le previsioni verso il 2020 suggeriscono un forte interesse per la valutazione del peso dei fattori di rischio per recidiva (tra cui l’aspirina e FANS) e per la identificazione della strategia migliore per ridurlo, inclusi i probiotici.
ER  -   
