TY  -  JOUR
AU  -  Aghemo, Alessio
AU  -  De Nicola, Stella
T1  -  Epatite cronica C: standard di terapia e prospettive
PY  -  2016
Y1  -  2016-07-01
DO  -  10.1701/2318.24924
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  7
SP  -  349
EP  -  354
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2318.24924
N2  -  L’epatite cronica C è un problema sanitario di rilevanza mondiale con più di 150 milioni di persone infette nel mondo. Oggi l’infezione cronica è curabile, infatti l’arrivo di antivirali ad azione diretta (DAA) sul virus dell’epatite C (HCV) permette il raggiungimento dell’eradicazione virale nel 90-95% dei pazienti che ricevono il trattamento. Questa innovazione è stata resa possibile dallo studio del ciclo vitale di HCV e dallo sviluppo di modelli di replicazione di HCV in vitro che hanno portato alla scoperta di 3 momenti chiave nel ciclo vitale del virus che possono essere punti aggredibili per arrestare la replicazione virale. Attualmente sono disponibili in commercio in Europa farmaci che agiscono contro la proteasi NS3, la proteina NS5A e la polimerasi NS5B. Combinando questi farmaci per 12 o 24 settimane, molti pazienti HCV-positivi possono guarire dall’infezione. Il trattamento antivirale richiede ancora la gestione clinica da parti di esperti, sia per la relativa complessità e la necessità di individualizzazione dei regimi terapeutici attualmente disponibili sia per la necessità di monitoraggio degli effetti collaterali durante la terapia antivirale. Questo, unitamente al basso tasso di diagnosi nella popolazione generale e all’elevato prezzo degli DAA, è un ostacolo maggiore al trattamento universale dell’epatite C ed enfatizza la necessità dello sviluppo di regimi terapeutici pangenotipici e senza ribavirina che sono adesso in fase avanzata di sviluppo e dovrebbero arrivare sul campo nei prossimi 12-18 mesi.
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