TY  -  JOUR
AU  -  Rizzetto, Mario
T1  -  Epatite cronica B: standard di terapia e prospettive
PY  -  2016
Y1  -  2016-07-01
DO  -  10.1701/2318.24926
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  7
SP  -  355
EP  -  359
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2318.24926
N2  -  L’infezione da virus epatite B (HBV) è molto diminuita nella popolazione italiana negli ultimi 25 anni; al momento tutti gli italiani d’età sotto i 36 anni sono protetti dall’HBV per immunità vaccinale. Il problema si è spostato alla vasta popolazione di immigrati dai Paesi dove l’HBV rimane endemico; la prevalenza dell’infezione cronica è elevata, fino a circa il 10%. Nei prossimi 5 anni l’HBV diminuirà ulteriormente nella popolazione domestica per l’ulteriore incremento dell’età dei vaccinati e l’esaurimento delle classi d’età più avanzate, dove il virus ora persiste, mentre è prevedibile che il problema degli immigrati diverrà ancora più importante, condizionando nuove strategie di approccio e contenimento dell’epatite B in Italia. La terapia dell’epatite B è insoddisfacente, permette in quasi tutti i pazienti trattati con antivirali di controllare la replicazione del virus ma non di eradicarlo e porta alla sua eliminazione definitiva solo in pochi. L’obiettivo futuro sono terapie che mirano alla cura completa, non solo funzionale. Sono allo studio una miriade di nuovi farmaci ad azione antivirale diretta contro varie funzioni del ciclo vitale del virus; è tuttavia improbabile che raggiungano l’uso clinico nei prossimi cinque anni. Promettente nel breve termine lo sviluppo di profarmaci degli antivirali ora in uso, di cui il tenofovir alafenamide fumarato (TAF), profarmaco del tenofovir, sta entrando nella routine terapeutica.
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