TY  -  JOUR
AU  -  Bugianesi, Elisabetta
AU  -  Marietti, Milena
T1  -  Non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD)
PY  -  2016
Y1  -  2016-07-01
DO  -  10.1701/2318.24928
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  7
SP  -  360
EP  -  368
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/02
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2318.24928
N2  -  La non-alcoholic fatty liver disease (NAFLD) rappresenta l’epatopatia cronica più comune negli adulti e nella popolazione pediatrica dei Paesi industrializzati; in una percentuale rilevante dei soggetti assume le caratteristiche della non-alcoholic steatohepatitis (NASH). La rilevanza clinica della NAFLD è motivata dai dati epidemiologici e dall’impatto sulla morbilità e mortalità epatica da un lato e quella cardiovascolare dall’altro. La presenza ed entità di fibrosi alla biopsia epatica è il dato istologico più rilevante nel predire la mortalità epatica, ma il concetto che la “steatosi semplice” sia benigna è stato recentemente messo in dubbio, soprattutto in presenza di diabete di tipo 2. Poiché attualmente la diagnosi di NASH è condizionata all’esecuzione della biopsia epatica, gli sforzi della comunità scientifica sono orientati, in questi ultimi anni, alla ricerca di biomarcatori non invasivi di danno epatico applicabili su ampia scala e di polimorfismi genici associati, al fine di indirizzare in modo corretto i programmi di screening, follow-up e i tentativi terapeutici. A fianco della terapia finalizzata al trattamento dei disordini metabolici concomitanti, nuovi farmaci sono in corso di valutazione nell’ambito di trial clinici aventi come obiettivo la risoluzione istologica della NASH e la regressione della fibrosi.
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