TY  -  JOUR
AU  -  Monti, Manuel
AU  -  Vincentelli, Giovanni Maria
AU  -  Murdolo, Giuseppe
AU  -  Bertazzoni, Giuliano
AU  -  Pugliese, Francesco Rocco
AU  -  Borgognoni, Francesco
AU  -  Ruggieri, Maria Pia
AU  -  Landolfi, Raffaele
T1  -  Il tromboembolismo venoso nei pazienti critici: studio dei principali fattori di rischio correlati all’età e proposta di punteggi specifici
PY  -  2016
Y1  -  2016-09-01
DO  -  10.1701/2354.25228
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  9
SP  -  480
EP  -  484
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2354.25228
N2  -  Introduzione. Il tromboembolismo venoso (TEV) è la terza malattia cardiovascolare più comune dopo la sindrome coronarica acuta e l’ictus cerebri ed è la causa più comune di morte evitabile in ospedale. Diversi studi hanno dimostrato una riduzione significativa di embolia polmonare fatale da attribuire all’introduzione della tromboprofilassi e di cambiamenti nelle pratiche ospedaliere. Tuttavia, l’influenza di alcune variabili demografiche, in particolare l’età, è in gran parte sottovalutata. Metodi. Utilizzando i dati dello studio TEVere, abbiamo analizzato 187 pazienti con TEV e 350 casi-controllo, e abbiamo proceduto a esaminare i principali fattori di rischio per il tromboembolismo venoso, suddivisi per tre gruppi di età (≤60 anni, 60-75 anni, >75 anni). I pazienti provenivano dai Dipartimenti di medicina interna e di medicina d’urgenza di 21 ospedali italiani. In questo sottogruppo, abbiamo esaminato i principali fattori di rischio per le singole classi di età e abbiamo proposto, attraverso un’analisi di regressione logistica, tre diversi tipi di punteggio, specifici per ciascuna classe di età. Abbiamo quindi confrontato i punteggi individuali ottenuti con il punteggio di Kucher. Risultati. Si è constatato che nella classe dei pazienti con un’età inferiore ai 60 anni, i principali fattori di rischio risultano essere il trattamento estro-progestinico (p=0,004) e la storia familiare di TEV (p=0,047), mentre nei pazienti più anziani (>75 anni) i principali fattori di rischio sono risultati essere l’immobilizzazione (p=0,005) e l’insufficienza venosa cronica (p=0,001). In comune per le tre classi vi è la presenza di un tumore maligno in fase evolutiva e precedenti episodi di TEV. Attraverso l’analisi della curva ROC, si è constatato che i risultati dei tre punteggi proposti hanno una maggiore sensibilità rispetto al punteggio Kucher. Tuttavia i nostri risultati hanno mostrato che l’unico punteggio che ha evidenziato una differenza statisticamente significativa (p=0,0264) per la previsione del rischio tromboembolico è quello specifico per la classe d’età intermedia (60-75 anni) (0,7946 AUROC; 95% CI, 0,75-0,80, AUROC 0,7042; 95% CI, 0,68-0,72). Discussione. Il nostro studio sottolinea l’importanza di effettuare una corretta stratificazione, anche considerando l’età del paziente e le concomitanti patologie. Inoltre, seppure l’età del paziente non può essere considerata come l’unico criterio per avviare la tromboprofilassi, come evidenziato in letteratura, è necessario considerare ogni singolo paziente con le proprie peculiarità. Conclusione. Questo studio ha dimostrato la difficoltà di individuare i principali fattori di rischio responsabili della malattia tromboembolica ed è emersa l’opportunità di valutare, attraverso studi più ampi, l’utilizzo di punteggi specifici per l’età del paziente.
ER  -   
