TY  -  JOUR
AU  -  Addis, Antonio
AU  -  De Fiore, Luca
AU  -  Traversa, Giuseppe
T1  -  Ricerca scientifica tra filantropia e scarcity
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1701/2454.25698
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  10
SP  -  507
EP  -  509
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/03
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2454.25698
N2  -  Alcune grandi aziende informatiche, quali di recente Google, Microsoft e Facebook, hanno incrementato i loro investimenti nel campo della ricerca biomedica. Facebook, in particolare, si è fatto promotore della Zuckerberg-Chan Initiative che prevede il coinvolgimento di tre fra le maggiori università californiane (UC San Francisco, Berkeley e Stanford). L’entità di tali investimenti da parte del settore privato induce ad alcune riflessioni. Primo, gli investimenti nella ricerca scientifica costituiscono una grande strategia di marketing, in quanto migliorano l’immagine “corporate” delle aziende. Secondo, la disponibilità di fondi privati è senz’altro utile, specie se a favore della conduzione e disseminazione trasparente di progetti o studi di rilievo. Terzo, gli investimenti privati non devono intendersi sostitutivi dei finanziamenti pubblici bensì integrativi e ininfluenti ai fini della determinazione dell’agenda di ricerca. Quarto, nel definire e attuare i percorsi di studio, i ricercatori coinvolti nei progetti finanziati da enti pubblici possono giovarsi dei margini di libertà assicurati dagli investitori privati. Infine, la scarsità delle risorse disponibili rischia di distogliere le energie e l’attenzione dei ricercatori pubblici, aspetto questo che deve essere tenuto in considerazione dai decisori nello stabilire l’entità e i destinatari dei finanziamenti da stanziare per la ricerca.
ER  -   
