TY  -  JOUR
AU  -  Girardi, Enrico
AU  -  d’Arminio Monforte, Antonella
AU  -  Camoni, Laura
AU  -  Pezzotti, Patrizio
AU  -  Guaraldi, Giovanni
AU  -  Ammassari, Adriana
AU  -  Antinori, Andrea
AU  -  Bonora, Stefano
AU  -  Mussini, Cristina
AU  -  Cingolani, Antonella
AU  -  Corbelli, Giulio Maria
AU  -  Adami, Silvia
AU  -  Degli Esposti, Luca
AU  -  Andretta, Margherita
T1  -  Curare la malattia da HIV: ritorno al paziente?
PY  -  2016
Y1  -  2016-10-01
DO  -  10.1701/2454.25704
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  10
SP  -  525
EP  -  550
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2454.25704
N2  -  Negli ultimi 20 anni la malattia da HIV è andata progressivamente trasformandosi da una patologia invariabilmente letale a una condizione cronica trattabile, grazie alla disponibilità di terapie antiretrovirali sempre più efficaci. Un uso diffuso di queste terapie ha inoltre la potenzialità di contribuire al controllo della diffusione del contagio. È significativamente diminuita nelle persone con HIV l’incidenza di manifestazioni opportunistiche favorite dalla immunodepressione, mentre sono divenute molto più comuni patologie cronico-degenerative, come patologie cardio- e cerebrovascolari, metaboliche, ossee, renali ed epatiche, legate allo stato di infiammazione cronica e all’invecchiamento della popolazione di queste persone. Nel 2030, si prevede che oltre l’80% delle persone con HIV più anziane e avrà almeno una patologia cronico-degenerativa, rispetto al 19% delle persone HIV-negative, e oltre un quarto di esse avrà tre o più patologie. Tra le persone con HIV va incrementandosi la prevalenza di una condizione di fragilità. La scelta delle strategie terapeutiche per la malattia da HIV quindi deve oggi essere basata non più soltanto sulla capacità dei farmaci di indurre una completa soppressione della replicazione virale nel breve/medio termine. Le scelte terapeutiche devono favorire l’aderenza e l’assenza di tossicità sul lungo termine, avere la capacità di ripristinare l’omeostasi immunitaria e ridurre quindi l’infiammazione cronica e il rischio di patologie correlate, avere un impatto positivo nel tempo sulle condizioni complessive di vita della persona con HIV, misurato anche con indicatori quali i patient related oucomes.
ER  -   
