TY  -  JOUR
AU  -  De Marinis, Filippo
AU  -  Passaro, Antonio
T1  -  Nivolumab nel trattamento della seconda linea del tumore polmonare non a piccole cellule a istologia squamosa
PY  -  2016
Y1  -  2016-12-01
DO  -  10.1701/2502.26230
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  107
IS  -  12
SP  -  634
EP  -  640
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2502.26230
N2  -  Il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) sta attraversando un periodo storico di grande cambiamento, che riguarda il management sia della malattia a istologia non squamosa sia quella squamosa. Negli ultimi 5 anni, nel carcinoma polmonare a istologia non squamosa, l’identificazione di differenti biomarcatori predittivi di risposta (per es., EGFR, ALK e ROS1) e l’utilizzo di nuovi farmaci chemioterapici associati o meno a farmaci anti-angiogenetici (per es., bevacizumab e nintedanib) hanno permesso il miglioramento della sopravvivenza e delle risposte correlate a questi trattamenti. Tali progressi, però, non hanno consentito un miglioramento degli stessi endpoint nella gestione del NSCLC a istologia squamosa, per il quale, fino a poco tempo fa, il solo docetaxel rimaneva il trattamento di scelta per la seconda linea, sebbene associato a un profilo di tossicità sfavorevole. Negli ultimi anni, il graduale aumento della comprensione dei meccanismi di risposta immunitaria nei pazienti affetti da tumori solidi, e in particolar modo da carcinoma polmonare, ha permesso di identificare alcuni anticorpi monoclonali anti-PD1 e anti-PDL1 correlati a un miglioramento della sopravvivenza e delle risposte a tali trattamenti quando utilizzati in seconda linea. In questa rassegna, riportiamo le evidenze scientifiche del nivolumab nel NSCLC a istologia squamosa, attraverso gli studi di fase I, II e III pubblicati e ricercabili attraverso Medline/PubMed e atti congressuali internazionali.
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