TY  -  JOUR
AU  -  Manzo, Ciro
AU  -  Camellino, Dario
T1  -  La polimialgia reumatica: difficoltà diagnostiche e terapeutiche per una malattia apparentemente “banale”
PY  -  2017
Y1  -  2017-05-01
DO  -  10.1701/2695.27559
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  5
SP  -  221
EP  -  231
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2695.27559
N2  -  La polimialgia reumatica (PMR) rappresenta il reumatismo infiammatorio di più frequente riscontro nell’anziano. La possibilità che possa accompagnarsi alla arterite a cellule giganti (ACG) è così frequente e caratteristica da giustificare l’eponimo di malattia di Horton, storicamente utilizzato per indicare la compresenza delle due patologie. La possibilità che la PMR esordisca con manifestazioni atipiche o con manifestazioni che possono essere confuse con quelle di altre patologie (reumatiche e non) e la non uniforme risposta dei pazienti PMR alla terapia cortisonica rendono la diagnosi e la gestione del paziente meno “lineari” di quanto si possa comunemente ritenere. Allo stesso modo, la GCA può presentarsi con manifestazioni non comuni e insidiose. Lo scopo della rassegna è quello di presentare e discutere le principali manifestazioni atipiche d’esordio della PMR, le principali patologie con le quali essa può entrare in diagnosi differenziale, le manifestazioni cliniche di sospetto per ACG, il ruolo della terapia cortisonica. I rapporti tra PMR e cancro (anche in termini di sindrome paraneoplastica) e il ruolo dell’ecografia nella diagnosi iniziale e nel follow-up rappresentano altri punti critici presi in considerazione. Accanto ai dati della letteratura “accreditata”, grande spazio viene riservato ad aspetti prammatici frequentemente non considerati nei trial clinici eppure fondamentali per la pratica clinica quotidiana. Solo una migliore conoscenza dei diversi quadri che più o meno frequentemente la PMR può mimare e delle non poche criticità che possono presentarsi nel corretto inquadramento dell’anziano con PMR possono – infatti – consentire il “riconoscimento” di tale patologia in tutte le sue proteiformi presentazioni e abbattere i ritardi diagnostici e terapeutici.
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