TY  -  JOUR
AU  -  Lamberti, Gianfranco
AU  -  Antoniono, Elena
AU  -  Gozzerino, Francesca
AU  -  Giraudo, Donatella
T1  -  La sindrome di veglia aresponsiva: 
fattori clinici predittivi di recupero tardivo
PY  -  2017
Y1  -  2017-05-01
DO  -  10.1701/2695.27560
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  5
SP  -  232
EP  -  238
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2695.27560
N2  -  Il paziente affetto da esiti di grave cerebrolesione traumatica e/o non traumatica può presentare un progressivo recupero che si manifesta con un ampio spettro di condizioni cliniche, spesso non completamente diverse le une dalle altre, ma di diversa gravità. La sindrome di veglia aresponsiva (SVA) e lo stato di minima coscienza (SMC) sono sindromi che possono caratterizzare l’evoluzione dallo stato di coma e che possono essere condizioni cliniche temporanee o, in alcuni casi, rappresentare l’esito finale stabilizzato dell’evento acuto cerebrale. L’eventuale recupero dello stato di coscienza è un processo dinamico, in continua evoluzione dopo l’evento acuto; è però innegabile come, in funzione di diversi determinanti clinici anche non neurologici, l’evoluzione positiva possa essere fortemente condizionata. Anche se rimane vera l’osservazione per cui più si prolunga la SVA, minori sono le probabilità di emergenza dalla stessa, sono sempre più frequenti in letteratura le osservazioni di recupero tardivo (late recovery) e sempre più diventa importante individuare quali possano essere le complicanze cliniche tardive non neurologiche che, in particolare nel corso del periodo di riabilitazione intensiva, possono modificare l’outcome. Scopo di questo studio è quello di verificare l’evoluzione tardiva dalla SVA e dallo SMC in un gruppo di pazienti ricoverati presso una Struttura di Neuroriabilitazione e di verificare quali siano i fattori prognostici che possono condizionare l’emergenza, anche tardiva, dalla SVA. Lo studio di coorte analitico retrospettivo senza coorte parallela si è svolto nel periodo gennaio 2005-gennaio 2010 e ha interessato 309 pazienti affetti da esiti di grave cerebrolesione (con GCS iniziale ≤8). Relativamente ai pazienti usciti dalla SVA dopo 36 mesi, l’analisi univariata identifica il genere maschile, la giovane età, la minor durata del disturbo di coscienza e l’assenza di crisi epilettiche come le caratteristiche cliniche più significative per la transizione da SVA ad SMC. Non sono risultate significative le altre variabili prese in considerazione: eziologia del coma, punteggio della CRS-R al momento dell’ingresso in USV, la presenza di infezioni da germi multiresistenti e la presenza di crisi da iperattività parossistica simpatica.
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