TY  -  JOUR
AU  -  Bena, Antonella
AU  -  Giraudo, Massimiliano
T1  -  La salute dei lavoratori stranieri:
una priorità italiana e internazionale
PY  -  2017
Y1  -  2017-07-01
DO  -  10.1701/2731.27835
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  7
SP  -  303
EP  -  306
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/28
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2731.27835
N2  -  In Italia risiedono circa 5 milioni di migranti. I lavoratori stranieri sono impiegati principalmente in lavori manuali e non qualificati, che gli italiani tendenzialmente non svolgono più. Rispetto agli italiani, vengono assunti principalmente con contratti precari e presentano un rischio maggiore di infortuni sul lavoro e di malattie professionali. Questo rischio più elevato è legato alla concentrazione dei migranti nelle mansioni più pericolose, alla maggiore tolleranza del rischio presente, alle barriere linguistiche e culturali che riducono l’efficacia di eventuali azioni di formazione. Con la crisi economica, c’è stato un ulteriore peggioramento delle condizioni dei lavoratori. Nonostante il calo dei tassi di infortuni sul lavoro, che seguono l’andamento del ciclo economico, la distanza tra gli italiani e i migranti è rimasta sostanzialmente inalterata. Le peggiori condizioni di salute dei migranti non sono correlate a singoli fattori intrinseci, ma al modo in cui l’economia sfrutta la debolezza sociale del migrante per ricavare vantaggi in termini di profitto. È necessario quindi sviluppare adeguati sistemi di sorveglianza che migliorino la descrizione e la comprensione dei meccanismi attraverso cui gli stranieri si trovano sistematicamente in peggiori condizioni di salute e sicurezza, fornendo indicazioni per lo sviluppo di adeguate politiche di sanità pubblica.
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