TY  -  JOUR
AU  -  Cicconetti, Paolo
AU  -  Di Berardino, Alessandra
AU  -  Tortorelli D’Ambrosio, Maria
AU  -  Cacciafesta, Mauro
T1  -  L’ipertensione arteriosa resistente nell’anziano
PY  -  2017
Y1  -  2017-07-01
DO  -  10.1701/2731.27837
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  7
SP  -  316
EP  -  323
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2731.27837
N2  -  Attualmente in letteratura non sono disponibili studi epidemiologici sulla prevalenza dell’ipertensione arteriosa resistente nell’anziano; tuttavia la National Health and Nutrition Examination Survey ha osservato nella popolazione adulta una prevalenza del 12,8% alla misurazione clinica. Bisogna però, soprattutto nell’anziano, escludere le forme di pseudoresistenza dovute a ipertensione da camice bianco, rigidità delle arterie, scarsa aderenza del paziente alla terapia, eccessivo introito di sale, abuso di farmaci antinfiammatori non steroidei e le forme di ipertensione secondaria. L’ipertensione arteriosa veramente resistente costituisce un rischio cardiovascolare ancora maggiore e quindi bisogna ottimizzare l’aderenza al corretto stile di vita e alla terapia e implementare la terapia farmacologica con un farmaco bloccante il sistema renina-angiotensina o un calcioantagonista diidropiridinico, se non presenti già in terapia e/o con gli antagonisti dell’aldosterone. Attualmente sono al vaglio di studi clinici metodiche terapeutiche sperimentali quali la denervazione renale e la stimolazione del baroriflesso.
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