TY  -  JOUR
AU  -  Vernero, Sandra
AU  -  Giustetto, Guido
T1  -  Esami diagnostici, trattamenti e procedure non necessari: risultati e considerazioni da un’indagine sui medici italiani
PY  -  2017
Y1  -  2017-07-01
DO  -  10.1701/2731.27838
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  7
SP  -  324
EP  -  332
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/06/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2731.27838
N2  -  Per la prima volta è stata effettuata una indagine rivolta a tutti i medici italiani riguardante il loro comportamento di fronte alla richiesta, da parte del paziente, di esami diagnostici, trattamenti e procedure ritenuti non necessari. L’indagine, condotta in collaborazione tra Slow Medicine e Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri negli ultimi mesi del 2015, si è basata sul questionario impiegato da ABIM Foundation presso i medici USA nel 2014. I risultati dell’indagine italiana non sono confrontabili con quelli USA perché gli approcci utilizzati sono stati differenti. Hanno iniziato a compilare il questionario 4.263 medici, e 3.688 l’hanno completato. Dai risultati emerge che i medici che hanno risposto sono molto consapevoli del fenomeno del sovrautilizzo di esami diagnostici e trattamenti, e adducono tra le maggiori motivazioni la necessità di sicurezza e, a seguire, il timore di sequele legali. La maggioranza dei medici che hanno risposto si sente molto responsabile della corretta informazione del paziente al fine di evitare pratiche non necessarie, e ritiene che il medico sia la figura con il ruolo più adatto per affrontare il problema. Tra gli strumenti più importanti utili a ridurre la prescrizione di esami e trattamenti non necessari, i medici indicano il poter avere più tempo a disposizione per discutere con il paziente le varie opzioni, disporre di materiale informativo evidence-based preparato per i pazienti e la riforma della responsabilità del medico (recentemente approvata come legge). Emerge dunque l’opportunità di mettere in atto misure volte a migliorare l’informazione del paziente e la relazione tra medico e paziente, assicurando da un lato maggiore disponibilità di tempo dedicato e dall’altro una formazione dei medici sui contenuti scientifici e sui temi della comunicazione e delle decisioni condivise. La comunicazione può essere rafforzata da strumenti informativi evidence-based per pazienti e cittadini, da usare in occasione del colloquio medico ma anche nell’ambito di una comunicazione istituzionale circa il sovrautilizzo di esami e trattamenti.
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