TY  -  JOUR
AU  -  Testino, Gianni
AU  -  Scafato, Emanuele
AU  -  Patussi, Valentino
T1  -  Epatite alcolica acuta
PY  -  2017
Y1  -  2017-09-01
DO  -  10.1701/2745.27988
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  108
IS  -  9
SP  -  366
EP  -  373
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/21
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2745.27988
N2  -  L’epatopatia cronica alcol-correlata è caratterizzata da una cascata di eventi così definita: steatosi, steatoepatite/steatofibrosi, cirrosi ed epatocarcinoma. Su uno di questi quadri istologici può sovrapporsi epatite alcolica acuta (EAA) lieve, moderata o severa. L’EAA severa può indurre un quadro clinico con una mortalità a 6 mesi in oltre il 70% dei casi: ittero con una durata inferiore ai tre mesi, ittero al primo evento di scompenso, bilirubina sierica superiore a 5 mg/dL, rapporto AST/ALT >2:1, AST inferiore a 500 IU/L, ALT <300 IU/L, leucocitosi neutrofila e incremento GGT. Inoltre, è possibile la presenza di encefalopatia, febbre, astenia, coagulopatia. L’esordio può anche essere caratterizzato da complicanze correlate all’ipertensione portale. Una condizione clinica estremamente grave è la sovrapposizione di un insulto clinico acuto a un quadro cronico non necessariamente cirrotico. Questa condizione è stata definita acuta su cronica (acute on chronic liver failure - ACLF) ed è possibile che si venga a creare una SIRS (systemic inflammation response syndrome) con un coinvolgimento sistemico multiorgano. La diagnosi, nei casi selezionati, può essere confermata con la biopsia per via transgiugulare, che permette di addivenire a una stratificazione prognostica istologica. Diversi indici sono utilizzati per la valutazione della prognosi e in particolare il mDF (Maddrey Discriminant Function) e il MELD (Model of End Stage Liver Disease). Nella nostra pratica clinica utilizziamo routinariamente il MELD. Nel caso della ACLF si utilizza il consortium organ failure score (CLIF-C OFs). La terapia è caratterizzata dall’astensione e nelle forme severe (mDF >32 e MELD >21), in assenza di controindicazioni, è possibile la terapia steroidea. In caso di non risposta è ipotizzabile il trapianto di fegato precoce. Tale possibilità, dopo un accurata selezione, ormai è proposta da numerosi autori.
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