TY  -  JOUR
AU  -  Dolara, Alberto
T1  -  Aderenza alla terapia farmacologica nelle malattie cardiovascolari
PY  -  2018
Y1  -  2018-02-01
DO  -  10.1701/2865.28903
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  2
SP  -  108
EP  -  112
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2865.28903
N2  -  La non aderenza alla terapia farmacologica è particolarmente evidente nelle malattie cardiovascolari per la loro lunga durata, l’età dei pazienti e la complessità delle terapie anche se varia in rapporto alla popolazione studiata, alla patologia presa in esame e al tipo di medicamento. L’aderenza diminuisce col tempo dalla prescrizione iniziale ed è di solito notevolmente inferiore all’80% definita come soddisfacente. Gli effetti avversi della non aderenza (aumento delle visite ambulatoriali, ricoveri ospedalieri e mortalità) sono ampiamente riportati in letteratura e ad essi sono attribuiti costi maggiori per il sistema assistenziale. Alcuni autori ritengono che gli effetti positivi di una buona aderenza siano dovuti ad un’azione diretta, altri al comportamento salutare che l’accompagna. Le molteplici cause della non aderenza dipendono dai pazienti, dal tipo di terapia, dal personale sanitario e dal sistema sanitario. Educazione sanitaria, interazioni paziente-medico-farmacista e sistemi elettronici di controllo sono stati proposti per ridurla o eliminarla. Medici e cardiologi dovrebbero tener presente il metodo del “deprescribing”, sostituzione, riduzione, abolizione dei medicamenti prescritti in precedenza e rivedere le terapie di lunga durata nelle malattie cardiovascolari, in particolare nelle popolazioni fragili e di età avanzata. La semplificazione delle prescrizioni è il singolo metodo più efficace per migliorare l’aderenza alla terapia. Le linee guida forniscono talora indicazioni confondenti. I risultati della terapia con polipillola sono ancora controversi.
ER  -   
