TY  -  JOUR
AU  -  Martoni, Andrea A.
AU  -  Strocchi, Elena
T1  -  Accessibilità di cure palliative domiciliari 
e luogo del decesso dei malati oncologici: 
analisi dei dati della Regione Emilia-Romagna
PY  -  2018
Y1  -  2018-03-01
DO  -  10.1701/2876.29003
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  3
SP  -  185
EP  -  192
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/29
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2876.29003
N2  -  Introduzione. La Fondazione ANT è una delle maggiori organizzazioni non profit operanti in Italia nel settore delle cure palliative. Da oltre 30 anni ha sviluppato un programma di assistenza domiciliare globale per pazienti oncologici in fase avanzata, particolarmente presente nel territorio della provincia di Bologna. Uno dei suoi esiti principali è di consentire alla maggioranza dei pazienti assistiti di decedere al proprio domicilio. Lo scopo del presente studio è di valutare il possibile impatto di questo programma sulla distribuzione della sede del decesso dei pazienti oncologici nel territorio dell’Azienda Sanitaria Locale (AUSL) di Bologna a confronto con quanto avviene nelle altre AUSL della Regione Emilia-Romagna (RER) dove tale programma non è presente. Metodi. I tassi grezzi di mortalità per tumori negli anni 2005, 2010 e 2015 nella RER, suddivisi per luogo di decesso e per AUSL, sono stati ottenuti consultando la banca dati rilevazione di mortalità della RER. I dati riguardanti i pazienti assistiti dalla Fondazione ANT nel territorio dell’AUSL Bologna negli stessi anni sono stati estratti dalla banca dati della Fondazione ANT e analizzati per luogo di decesso. Risultati. Nel 2015, 2965 pazienti oncologici sono deceduti nell’AUSL Bologna. Rispetto alle altre AUSL della RER, l’AUSL Bologna ha più basso tasso di mortalità ospedaliero (31,2% vs 47,5%) e più alto tasso di mortalità a domicilio (32,8% vs 19,6%). Dall’altra parte, ANT ha assistito nel 2015 poco meno del 50% dei pazienti oncologici deceduti nell’AUSL Bologna. Il 64,6% di questi pazienti è stato assistito a domicilio fino all’exitus, mentre solo il 18,7% e il 16,7% è deceduto rispettivamente in ospedale e in hospice. Al contrario, nei pazienti dell’AUSL Bologna non seguiti dal programma di assistenza domiciliare ANT, i tassi di mortalità ospedaliera e domiciliare si approssimano a quelli della media regionale. Nell’arco del decennio 2005-2015, il tasso di mortalità domiciliare nella casistica ANT si è mantenuto su livelli circa doppi di quelli dell’AUSL Bologna. Conclusioni. Il programma di assistenza domiciliare della Fondazione ANT sembra avere un forte impatto nel determinare il ridotto tasso di mortalità ospedaliera dei pazienti oncologici che l’AUSL Bologna presenta rispetto alle altre AUSL della Regione Emilia-Romagna. L’estensione del modello di cure palliative domiciliari ANT ad altri territori, in un’ottica di integrazione con le Reti locali delle cure palliative, potrebbe contribuire a ridurre l’elevata mortalità ospedaliera dei pazienti oncologici in questa Regione.
ER  -   
