TY  -  JOUR
AU  -  Romanò, Massimo
T1  -  Cure palliative e scompenso cardiaco: 
è ora di cominciare a parlarne?
PY  -  2018
Y1  -  2018-04-01
DO  -  10.1701/2896.29192
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  4
SP  -  216
EP  -  219
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/12
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2896.29192
N2  -  Lo scompenso cardiaco (SC) è una delle principali cause di ospedalizzazione nei paesi ad alto reddito e ha un profondo impatto negativo sulla qualità della vita. Negli Stati Uniti ci sono più di 900.000 nuovi casi all’anno e oltre un milione di ricoveri ospedalieri con una diagnosi primaria di scompenso cardiaco. Negli Stati Uniti, nel 2014, è stata stimata una prevalenza di 6.500.000 casi (il 2,2% della popolazione di ultraventenni), con 300.000 decessi correlati. Sebbene la sopravvivenza sia aumentata, grazie alle terapie farmacologiche e non farmacologiche, circa il 50% dei pazienti con SC muore entro 5 anni dalla diagnosi. L’insufficienza cardiaca è una sindrome cronica, progressiva e incurabile caratterizzata da alternanza di periodi di apparente stabilità e riacutizzazioni, con frequenti ospedalizzazioni. I pazienti con SC cronico presentano nel tempo un aggravamento di sintomi preesistenti o la comparsa di nuovi sintomi, in particolare alla fine della vita. Oltre ai sintomi classici come dispnea ed edema, i pazienti con SC spesso soffrono di ulteriori sintomi come dolore, depressione, stress gastrointestinale, sete, affaticamento e disagio psicologico. Nei pazienti con SC il carico dei sintomi è simile a quello dei pazienti oncologici, ma i pazienti con SC avanzato, rispetto ai pazienti con cancro avanzato, presentano un numero maggiore di sintomi fisici, peggiore stato di depressione e minore benessere spirituale. È stato dimostrato che i pazienti con SC hanno le stesse esigenze palliative dei pazienti oncologici, approssimativamente nel 40% dei casi, ma solo il 20% è effettivamente ammesso nei programmi di hospice negli Stati Uniti. Questa situazione sembra essere la conseguenza di una lacuna culturale tra le linee-guida dedicate alle cure palliative e allo SC e la pratica clinica. Colmare questa lacuna è una priorità per attuare un approccio olistico all’insufficienza cardiaca avanzata.
ER  -   
