TY  -  JOUR
AU  -  Cruciani, Filippo
AU  -  Perilli, Roberto
AU  -  Piccioni, Massimo
T1  -  La cecità civile in Italia: criticità e proposte
PY  -  2018
Y1  -  2018-07-01
DO  -  10.1701/2955.29705
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  7
SP  -  371
EP  -  373
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2955.29705
N2  -  In Italia, la cecità e l’ipovisione sono regolate dalla Legge 138/2001: due categorie di cecità (corrispondenti a quella dell’attuale classificazione OMS) ricevono una remunerazione economica; tre categorie di ipovisione non sono direttamente remunerate. Il problema deriva dal fatto che i pazienti ipovedenti, che guadagnano meglio dalla riabilitazione, non hanno alcun contributo economico per sottoporsi a tali percorsi assistenziali; inoltre, in Italia la valutazione non è ancora passata dalla “funzione visiva” alla “visione funzionale”, mancando quindi di una valutazione olistica dell’impatto della disfunzione visiva sulle abilità della vita quotidiana del paziente. Per quantificare la funzione visiva dell’esaminato, solo la performance soggettiva (acuità visiva e/o campo visivo) viene valutata in accordo con la Legge 138/2001, aprendo così la strada ai simulatori: il fenomeno dei “falsi ciechi” ha recentemente raggiunto i media. Gli autori suggeriscono che una correlazione tra l’immagine anatomica individuale della/e patologia/e e la prestazione visiva, ottenuta in pazienti con lesioni simili sottoposti a studi clinici controllati riportati nella letteratura oftalmologica, potrebbe offrire valori più oggettivi per quantificare la funzione visiva.
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