TY  -  JOUR
AU  -  Da Rold, Cristina
T1  -  L’obbligo di non trascurare nuove realtà:
il dramma dei migranti
PY  -  2018
Y1  -  2018-09-01
DO  -  10.1701/2990.29926
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  9
SP  -  413
EP  -  416
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/2990.29926
N2  -  Dal 2014 a oggi sono giunti nelle coste Europee di Italia, Spagna e Grecia 1,8 milioni di persone migranti. L’equivalente di circa un quarto della popolazione londinese. A questi si aggiungono 16 mila morti in mare in quattro anni. Eppure, c’è chi ancora parla di invasione, facendone un’arma per la propaganda politica, e l’ambito sanitario è fra i più strumentalizzati. È la stessa politica nazionalista italiana, infatti, la prima a divulgare notizie false sulle condizioni di salute delle persone che arrivano in Europa, cavalcando l’onda lunga della paura da una parte del diverso e dall’altra del contagio. Eppure i dati raccontano una storia tutta diversa: chi arriva qui non porta vulnerabilità a noi autoctoni: chi arriva qui è vulnerabile, e come tale va protetto. Non ci sono evidenze di focolai di malattie infettive, e in ogni caso i controlli alla frontiera sono effettuati a tappeto e in grado di individuare chiunque non sia in buona salute prima che sbarchi. Non si può dire lo stesso della malattia mentale. Stupri, torture, omicidi visti con i propri occhi: questo è quello che si porta dietro chi riesce ad arrivare vivo in Italia dalla Libia. È da qui, e non dal rifiuto di dare accoglienza, che dobbiamo partire per allinearci con il monito delle Nazioni Unite da qui al 2030: no one left behind, che nessuno sia lasciato indietro.
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