TY  -  JOUR
AU  -  Coppola, Alessandro
AU  -  Mottola, Emilia
AU  -  Scarpellini, Maria Gabriella
T1  -  Stratificazione del rischio cardiovascolare 
nei pazienti con dolore toracico non traumatico 
nel dipartimento d’emergenza
PY  -  2018
Y1  -  2018-10-01
DO  -  10.1701/3010.30087
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  10
SP  -  494
EP  -  508
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/23
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3010.30087
N2  -  Introduzione. Il dolore toracico (DT) acuto è potenzialmente correlabile sia a una sindrome coronarica acuta sia ad altre morbosità; ciò comporta che un 2%-10% dei pazienti con DT cardiogeno venga dimesso impropriamente dal pronto soccorso (PS). Per individuare il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari nei pazienti che accedono al PS con DT, è stato utilizzato l’Heart Risk Score (HRS). Materiali e metodi. Abbiamo reclutato 165 pazienti afferenti al PS del Policlinico Umberto I di Roma per DT acuto non traumatico. Retrospettivamente abbiamo analizzato le loro cartelle all’ingresso del PS e le lettere di dimissione del reparto di Chest Pain Unit. Abbiamo calcolato l’HRS, analizzando sensibilità e specificità dello score e correlando con l’analisi di Spearman i dati grezzi di tutte le variabili. Risultati. La diagnosi di cardiopatia ischemica era presente nel 53,93% dei pazienti con DT. I restanti pazienti presentavano: il 35,53% altre patologie cardiache non ischemiche; il 32,3% patologie gastro-esofagee; il 15,8% patologie pleuropolmonari; il 10,5% patologie muscolo-scheletriche; il 6,57% attacchi di panico. Nei coronaropatici comparivano: nell’80,9% l’ipertensione; nel 61,8% una storia di cardiopatia; nel 49,43% il fumo; nel 37,07% l’ipercolesterolemia; nel 33,7% il diabete; nel 24,7% l’obesità. Il 15,75%, il 59,4% e il 24,85% dei pazienti avevano un punteggio HRS rispettivamente basso, medio e alto. Con l’aumentare del punteggio, aumentava il rischio di eventi cardiovascolari. Il valore predittivo negativo (VPN) nello score basso era del 92,3%. La sensibilità e la specificità nello score alto era rispettivamente del 94,7% e del 82,7%. Sono risultate positive le correlazioni di Spearman r tra: HRS vs le sue variabili di rischio, tra le singole variabili di rischio, cardiopatia ischemica vs fattori di rischio cardiovascolare (CV), storia di cardiopatia ischemica vs fattori di rischio, numero dei vasi stenotici vs fattori di rischio (con valori di significatività p<0,05). Discussione. L’HRS raccoglie in anamnesi tutti i fattori di rischio per coronaropatia e considera anche le alterazioni lievi dell’ECG e delle troponine, dando la possibilità di intraprendere il percorso più opportuno intorno al paziente. Conclusioni. Attraverso l’analisi della correlazione di tutte le variabili dell’HRS è stato evidenziato come tale score sia fondamentale, affidabile e di facile impiego nella stratificazione del rischio cardiovascolare nel dipartimento di emergenza e ciò potrà essere un contributo importante nella valutazione dei soggetti che possono andare incontro a una cardiopatia ischemica.
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