TY  -  JOUR
AU  -  Festi, Davide
AU  -  Dajti, Elton
AU  -  Ravaioli, Federico
AU  -  Marasco, Giovanni
AU  -  Colecchia, Antonio
T1  -  Ruolo e significato clinico dei metodi non invasivi 
nella valutazione dell’ipertensione portale nel paziente 
affetto da epatopatia cronica
PY  -  2018
Y1  -  2018-12-01
DO  -  10.1701/3082.30742
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  109
IS  -  12
SP  -  574
EP  -  584
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3082.30742
N2  -  L’ipertensione portale (PH) riveste un ruolo centrale nello sviluppo delle complicanze principali dell’epatopatia cronica avanzata (ACLD); pertanto l’identificazione corretta della sua presenza e severità è fondamentale per la prognosi e la gestione del paziente epatopatico. Negli ultimi 20 anni sono stati proposti e validati vari metodi non invasivi (NIT), come la misurazione dell’elasticità epatica (LSM) e splenica (SSM) mediante elastosonografia, in grado di predire accuratamente la presenza di una PH clinicamente significativa (CSPH) e delle sue complicanze, tra cui non solo le varici gastroesofagee, ma anche lo scompenso epatico e l’epatocarcinoma. La loro implementazione nella pratica clinica, anche a seguito delle raccomandazioni ufficiali della Conferenza di Consenso di Baveno VI sulla PH, rappresenta uno dei più significativi progressi in epatologia degli ultimi anni. I recenti Criteri di Baveno VI (LSM <20 kPa e conta piastrinica >150 × 109/L) rappresentano un sicuro metodo di screening per escludere la presenza di varici ad alto rischio (HRV) di sanguinamento, e quindi per selezionare i pazienti che possono evitare in sicurezza l’esofagogastroduodenoscopia (EGD) di screening proposta a tutti i pazienti con nuova diagnosi di ACLD compensata. In conclusione, sono incoraggiati ulteriori studi di qualità che portino alla piena ottimizzazione, validazione ed espansione dell’uso di tali strumenti non invasivi nella pratica clinica quotidiana.
ER  -   
