TY  -  JOUR
AU  -  Bravo, Elena
AU  -  Franchin, Tiziana
AU  -  Santoro, Filippo
AU  -  Conti, Laura
AU  -  Carrara, Stefania
AU  -  Marino, Mirella
AU  -  Di Caro, Antonino
AU  -  Cigliana, Giovanni
AU  -  Mandoj, Chiara
AU  -  Baselice, Simona
AU  -  Daniele, Nicola
AU  -  Giampaoli, Simona
AU  -  Quintarelli, Concetta
AU  -  Salerno, Massimiliano
AU  -  Zinno, Francesco
AU  -  Russo, Giandomenico
AU  -  Errico, Maria Cristina
AU  -  Minghetti, Luisa
AU  -  Ricciardi, Walter
AU  -  Napolitano, Mariarosaria
T1  -  Organizzare risorse biologiche e archivi di molecole: trasformare una necessità in opportunità per la Smart Specialisation Strategy della Regione Lazio
PY  -  2019
Y1  -  2019-02-01
DO  -  10.1701/3112.31001
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  110
IS  -  2
SP  -  68
EP  -  74
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/16
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3112.31001
N2  -  La Smart Specialization Strategy (S3) del Lazio definisce le strategie di specializzazione intelligente per far emergere l’eccellenza del territorio con prospettive di successo sul mercato globale. Il settore chimico-farmaceutico, biomedico e biotecnologico è uno dei 7 settori considerati di maggiore interesse per l’S3. I materiali biologici e dati associati custoditi dalle biobanche sono il motore chiave dello sviluppo delle biotecnologie. Tuttavia, è essenziale che i materiali biologici vengano raccolti, manipolati e archiviati utilizzando metodi standardizzati e tracciati per garantire che lo sviluppo di prodotti e ricerca condotti con il loro utilizzo fornisca risultati statisticamente significativi e riproducibili. L’implementazione del recente standard pubblicato ISO 20387- “Biotecnologie-Biobanking-Requisiti generali per biobanking” garantirà la qualità del materiale biologico conservato e distribuito dalle biobanche. Le biobanche umane sono anche una parte essenziale dell’assistenza e della cura del cittadino e costituiscono un costo inevitabile del sistema sanitario regionale. Tuttavia, l’organizzazione delle biobanche, la razionalizzazione della loro distribuzione territoriale, il completamento del processo di riconoscimento e l’accreditamento regionale, parallelamente all’attuazione dell’offerta di servizi remunerati per il biobanking, possono trasformare il costo della necessaria conservazione dei campioni in un’opportunità di sviluppo territoriale. L’articolo descrive la necessità, condivisa da un gruppo di lavoro rappresentato da diverse biobanche laziali, di includere le attività delle biobanche nel circolo virtuoso progettato dall’S3, concretizzando il quadro prefigurato dal documento S3 sulle infrastrutture per la ricerca, l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Per consentire l’inclusione delle attività delle biobanche in questo circolo virtuoso, si sottolinea la necessità di avviare rapidamente il processo di riconoscimento delle biobanche di ricerca territoriale e di implementare a livello regionale il processo di ottimizzazione e razionalizzazione della gestione dei campioni biologici, in conformità con le norme internazionali di armonizzazione e le indicazioni territoriali di sostenibilità.
ER  -   
