TY  -  JOUR
AU  -  Addis, Antonio
AU  -  De Fiore, Luca
T1  -  Etica della comunicazione in ambito biomedico
PY  -  2019
Y1  -  2019-07-01
DO  -  10.1701/3197.31741
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  110
IS  -  7
SP  -  317
EP  -  322
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3197.31741
N2  -  La comunicazione della salute deve essere basata su un confronto e un dialogo aperto e multidimensionale che coinvolga tutti gli stakeholder: istituzioni pubbliche e private, professionisti sanitari, industrie, associazioni e, soprattutto, cittadini. Attualmente, la comunicazione soffre numerosi problemi sia per questioni legate alla cattiva ricerca (la ricerca non etica, la fabbricazione e la falsificazione di dati, il conflitto di interessi, la rendicontazione incompleta, l’alterazione della verità e il plagio) sia per i limiti di un sistema accademico che non premia la qualità dei contenuti. È necessaria un’inversione di rotta che potrebbe essere basata su cinque principali cambiamenti: stabilire poche regole che possano essere realmente seguite; migliorare la qualità dell’informazione scientifica; accettare e incentivare un confronto aperto; consentire ai cittadini di poter esprimere e far valere le proprie esigenze; trasformare l’incertezza da limite a valore. Devono essere riaffermati i “Liberati’s principles”: una comunicazione onesta deve rendere accessibili i risultati della ricerca da parte di chi deve prendere decisioni che riguardano la propria salute; i ricercatori devono impegnarsi in studi che promettano vantaggi ai cittadini e non siano unicamente utili alla propria carriera o all’industria; prima di aprire nuovi fronti di ricerca occorre esaurire le potenzialità delle ricerche già avviate; la definizione delle priorità della ricerca dev’essere un processo trasparente e condiviso; le “migliori evidenze” (best evidence) sono quelle ottenute con metodologie di studio più rigorose e più rilevanti per i cittadini e i malati. I principi che proviamo qui a proporre intendono soprattutto ribadire che la comunicazione in ambito biomedico e lo studio delle criticità etiche a essa collegate dovrebbero avere un ruolo centrale nel percorso di formazione e nel lavoro di chi fa ricerca e chi opera in medicina.
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