TY  -  JOUR
AU  -  Mattei, Giorgio
AU  -  Colantoni, Alessandra
AU  -  Visentini, Chiara
AU  -  Galeazzi, Gian Maria
AU  -  Ferrari, Silvia
T1  -  La consulenza psichiatrica nel paziente 
affetto da grave malattia in fase avanzata
PY  -  2019
Y1  -  2019-07-01
DO  -  10.1701/3197.31746
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  110
IS  -  7
SP  -  343
EP  -  346
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/19
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3197.31746
N2  -  La distinzione tra emozioni fisiologiche e disfunzionali nel paziente con ridotta aspettativa di vita è un compito arduo. Due sono i principali fattori in gioco: da un lato lo specifico paziente, le caratteristiche cliniche di malattia, il suo carattere e il suo sistema di valori; dall’altro l’opinione clinica degli operatori, la loro capacità di rilevare la presenza di un disagio psichico senza confonderlo con una “normale” esperienza, rischiando così di medicalizzare la sofferenza. Tuttavia, il riconoscimento dei sintomi psichiatrici più comuni in questa particolare categoria di pazienti (ansia, insonnia, ideazione suicidaria, dolore fisico, psichico e spirituale) può consentirne il precoce trattamento, contribuendo così a un percorso di morte dignitoso. Quando viene richiesta una consulenza psichiatrica per un paziente in fase di malattia molto avanzata, il ruolo del consulente psichiatra consiste in: controllo dei sintomi psichiatrici concomitanti, contributo al controllo del dolore e dei sintomi fisici, assistenza al paziente e alla famiglia nella gestione della crisi, gestione dei conflitti tra paziente, famiglia, équipe curante, mediazione per il malato (advocacy).
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