TY  -  JOUR
AU  -  De Francesco, Vincenzo
AU  -  Manta, Raffaele
AU  -  Zullo, Angelo
T1  -  Terapia antitrombotica ed endoscopia digestiva: 
una gestione difficile
PY  -  2019
Y1  -  2019-11-01
DO  -  10.1701/3265.32328
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  110
IS  -  11
SP  -  535
EP  -  542
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3265.32328
N2  -  La terapia antitrombotica (antiaggregante e anticoagulante) è di uso frequente nella pratica clinica per la prevenzione di eventi tromboembolici in pazienti a rischio, come quelli con fibrillazione atriale o condizioni pro-trombotiche. D’altra parte, le indagini endoscopiche sul tratto digestivo superiore (gastroscopia, colongiopancreatografia retrograda per via endoscopica) e inferiore (colonscopia) sono enormemente aumentate in quanto consentono la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di diverse patologie del tubo digerente. Pertanto, non è infrequente che un paziente che deve sottoporsi a esame endoscopico sia in terapia con farmaci antitrombotici. La gestione farmacologica di questi pazienti richiede un attento bilanciamento tra il rischio emorragico legato al proseguimento della terapia antitrombotica e quello emorragico insito nella procedura endoscopica, particolarmente quando questa richiede una operatività (polipectomia, sfinterotomia, ecc.). Ai classici farmaci anticoagulanti (warfarin, dicumarolici), si sono aggiunti i cosiddetti “anticoagulanti ad azione diretta” la cui gestione in previsione di un esame endoscopico è differente. Poiché le procedure endoscopiche sono in gran parte richieste come “accesso diretto”, il medico di medicina generale è chiaramente coinvolto nella gestione della terapia di questi pazienti. La presente rassegna ha lo scopo di riportare le indicazioni delle linee guida internazionali sul tema e di fornire in maniera schematica le corrette procedure da seguire nella pratica clinica.
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