TY  -  JOUR
AU  -  Banna, Giuseppe Luigi
AU  -  Rundo, Francesco
AU  -  Lipari, Helga
AU  -  Di Quattro, Rosario
AU  -  Urzia, Valeria
AU  -  Libra, Massimo
AU  -  Malatino, Lorenzo
T1  -  Vinflunina: ancora un’opzione per i pazienti 
con carcinoma uroteliale avanzato trattati con inibitori 
dei checkpoint immunitari?
PY  -  2019
Y1  -  2019-12-01
DO  -  10.1701/3278.32520
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  110
IS  -  12
SP  -  615
EP  -  618
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/17
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3278.32520
N2  -  Introduzione. Il trattamento del carcinoma uroteliale metastatico (mUC) in seguito a chemioterapia standard di prima linea a base di platino e inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) non è ancora stato determinato. Materiali e metodi. In 6 pazienti con età ≥18 anni, carcinoma metastatico uroteliale del tratto urinario superiore o inferiore, con performance status (PS) secondo Eastern Cooperative Oncology Group (ECOG) 0-2, adeguata funzione ematologica e progressione di malattia (PD) dopo chemioterapia di prima linea a base di platino e di seconda linea con ICI, abbiamo studiato l’attività e la tossicità della vinflunina alla dose, dati i precedenti trattamenti, di 280 mg e.v. ogni 21 giorni fino a PD o tossicità limitante, con rivalutazione strumentale di malattia ogni 3 cicli. Risultati. L’età mediana dei 6 pazienti era di 67,5 anni (range, 63-77) e il PS mediano di 1 (range, 0-2). Quattro pazienti (67%) hanno avuto una risposta parziale di malattia (PR). Con un follow-up mediano di 4,5 mesi (range, 3-9), 3 pazienti sono vivi (50%). La mediana della sopravvivenza libera da progressione dopo vinflunina (PFS-3) è stata di 4 mesi (range, 1-8), rispetto alla PFS-2 (in seguito a ICI) di 4 mesi (range, 2-9) e alla PFS-1 (dopo chemioterapia a base di platino) di 6 mesi (range, 2-13). Le PR non sono state associate alla durata della PFS-2 o della PFS-1, al sottotipo istologico, alla sede primaria o delle metastasi del tumore. Non è stata osservata tossicità di grado 3-4; astenia di grado 2 è stata riportata in 3 pazienti (50%), nausea di grado 1 e stipsi di grado 1 sono state osservate ognuna in un paziente (17%). Conclusione. Nonostante il basso numero di pazienti trattati, l’attività della vinflunina è stata consistente e suggerisce il suo ruolo come linea di chemioterapia successiva a un precedente trattamento chemioterapico e immunoterapico, meritando ulteriori indagini retrospettive o prospettiche in questo contesto.
ER  -   
