TY  -  JOUR
AU  -  Zocher, Ute
AU  -  Bertazzi, Isabella
AU  -  Colella, Elvira
AU  -  Fabi, Alessandra
AU  -  Scarinci, Virginia
AU  -  Franceschini, Alessandro
AU  -  Cenci, Cristina
AU  -  Cognetti, Francesco
AU  -  Cercato, Maria Cecilia
T1  -  Applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica oncologica: l’impatto sull’operatore
PY  -  2020
Y1  -  2020-03-01
DO  -  10.1701/3315.32857
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  111
IS  -  3
SP  -  154
EP  -  159
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/04
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3315.32857
N2  -  Introduzione. L’applicazione della medicina narrativa nella pratica clinica esplicita il vissuto di malattia e valorizza la visuale soggettiva nella cura. Inoltre l’approccio narrativo mette in gioco il vissuto e le risonanze emotive dell’operatore portandolo a ridefinire i valori in tema di salute e malattia. Lo studio IMPERO (“Impatto degli elementi narrativi sulla percezione del proprio ruolo professionale da parte del personale sanitario in oncologia”) è volto a esplorare il vissuto del curante che affronta una nuova metodologia di relazione con il paziente: l’utilizzo di un diario digitale per la raccolta e l’integrazione delle narrazioni soggettive del vissuto di malattia del paziente nella pratica clinica oncologica (Studio AMENO: “Applicazione della Medicina basata sulla Narrazione nel trattamento chemioterapico di pazienti oncologici”). Metodi. Studio qualitativo basato sulla conduzione e interpretazione di interviste con le tre “curanti” (due oncologi medici e una infermiera) partecipanti allo Studio AMENO. Oggetti principali dell’intervista sono stati il “percepito” e il “vissuto” delle curanti, l’importanza e il significato attribuito all’esperienza. L’analisi dei dati permette di delineare tre focus: la visione sul diario digitale come strumento della medicina narrativa in sé; l’ambito lavorativo come contesto dell’uso del diario digitale; la modalità di costruzione mentale, del significato dello strumento e delle prime esperienze con esso. Risultati. Il diario digitale come strumento per l’applicazione della medicina narrativa è apprezzato dalle professioniste; il formato lettura/scrittura sembra essere di alta qualità e adeguato secondo il procedere clinico. La qualità dell’informazione porta a un cambiamento nel rapporto tra paziente e curante: il paziente diventa la “persona”. Si crea empatia e maggiore intimità. Le percezioni sviluppate negli anni di esperienze curative, che rispecchiano concetti personali e professionali (elementi di conoscenza ed elaborazione personale sulla malattia, salute, guarigione, ecc.) influiscono sulla percezione dello strumento narrativo e sul suo uso clinico. Il contesto di lavoro condiziona l’utilizzo del diario, limitandone le potenzialità. La medicina narrativa rappresenta un modo di riorganizzare i criteri che contribuiscono alla qualità della cura terapeutica, ponendo al centro la relazione paziente-curante. Discussione. L’approccio della medicina narrativa deve essere rivisto alla luce della teoria sistemico-relazionale, la quale rende possibile comprendere la formazione alla medicina narrativa stessa, sia come acquisizione di competenze professionali da parte dei curanti (formazione), sia come sviluppo organizzativo dell’istituzione su più livelli (le strutture organizzative ma anche i valori e la cultura professionale del lavoro).
ER  -   
