TY  -  JOUR
AU  -  Demurtas, Jacopo
AU  -  Marchetti, Pierpaolo
AU  -  Veronese, Nicola
AU  -  Deilkås, Ellen Catharina
AU  -  Hofoss, Dag
AU  -  Bondevik, Gunnar Tschudi
AU  -  Vaona, Alberto
T1  -  La cultura della sicurezza del paziente
in un Servizio di Continuità Assistenziale di cure primarie:
una analisi descrittiva
PY  -  2020
Y1  -  2020-09-01
DO  -  10.1701/3421.34064
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  111
IS  -  9
SP  -  515
EP  -  526
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/14
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3421.34064
N2  -  Introduzione. Scopo dello studio, parte di un progetto collaborativo europeo di ricerca, è valutare la “cultura della sicurezza del paziente” in un Servizio di Continuità Assistenziale di cure primarie (ex-Guardia Medica) al fine di fornire alla dirigenza aziendale una base per azioni di miglioramento. Metodi. Studio trasversale con la somministrazione del Safety Attitude Questionnaire (SAQ-AV) a tutti i 56 medici operanti nel Servizio nell’Azienda ULSS 20 di Verona nel periodo aprile/maggio 2015. Per ogni item del questionario è stato calcolato il punteggio medio, la deviazione standard, il numero di valutazioni di non applicabilità dell’affermazione, la percentuale di accordo e quella di disaccordo. Risultati. I medici del Servizio apprezzano il tipo di lavoro che viene loro richiesto, nutrono fiducia reciproca e si forniscono supporto a vicenda. Tuttavia solo il 63,6% si sentirebbe sicuro se fosse un paziente del servizio, viene individuata una scarsa attenzione alle regole, ai protocolli e alle pratiche evidence-based, una scarsa diffusione della cultura di imparare dagli errori degli altri operatori e la difficoltà di parlare degli errori commessi. Nonostante la percezione positiva del lavoro svolto dal gruppo, i medici sembrano avvertire che il morale degli operatori non è ottimale e la propria soddisfazione complessiva è scarsa. Il carico lavorativo non sembra essere percepito come un problema rilevante, mentre emerge la percezione di una scarsa attenzione da parte della dirigenza aziendale verso il Servizio, la mancanza di supporto, feedback e riconoscimento, di punti di riferimento per gli operatori, di procedure di risk management, di formazione del personale neo-inserito, di attrezzature, di regolarità e correttezza del rifornimento di farmaci e presidi, la mancanza e la perdita di informazioni essenziali per prendere decisioni e una mancanza di comunicazione tale da comportare disfunzione delle cure. Conclusioni. Lo studio fornisce ai decisori aziendali indicazioni utili sulla percezione dei medici che operano nel servizio in merito alle aree critiche della cultura della sicurezza del paziente verso cui indirizzare interventi di miglioramento.
ER  -   
