TY  -  JOUR
AU  -  Banzi, Rita
AU  -  Sala, Luca
AU  -  Colmi, Antonella
AU  -  Gerardi, Chiara
AU  -  Nattino, Giovanni
AU  -  Occhipinti, Federica
AU  -  Stura, Roberto
AU  -  Targetti, Elena
AU  -  Bertolini, Guido
T1  -  Fattibilità ed efficacia di un modello di monitoraggio domiciliare avanzato dei pazienti affetti da CoViD-19 o sospetti
PY  -  2020
Y1  -  2020-10-01
DO  -  10.1701/3453.34418
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  111
IS  -  10
SP  -  584
EP  -  592
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3453.34418
N2  -  Introduzione. Lo studio MonCOVID ha valutato la fattibilità dell’esecuzione quotidiana del test rapido del cammino nei pazienti con sintomi riconducibili alla CoViD-19 in cura al domicilio, testando l’ipotesi che potesse servire a individuare soggetti con disfunzione polmonare in stadio iniziale per indirizzarli a una presa in carico ospedaliera. Metodi. Studio pilota di fattibilità in aperto, a singolo braccio su pazienti adulti con sintomi simil-influenzali o polmonite, CoViD-19 positivi o sospetti, per i quali il medico di medicina generale o altro medico competente avesse deciso di non procedere al ricovero. I pazienti inclusi erano monitorati quotidianamente presso il domicilio, attraverso la misurazione della saturimetria a riposo e dopo test rapido del cammino. Sono stati pianificati esiti di fattibilità (almeno l’80% dei pazienti per i quali era consigliato l’invio al pronto soccorso effettivamente trasferito entro 24 ore dalla segnalazione) ed efficacia (saturazione all’ingresso in pronto soccorso). Pazienti con valori inferiori al 90% (86% se affetti da patologie polmonari croniche) a riposo o con desaturazioni di almeno 5 punti percentuali dopo test rapido del cammino erano da considerarsi candidabili a una presa in carico ospedaliera. Risultati. Sono stati inclusi nello studio 37 pazienti segnalati dalle ASL di Alessandria e della Città Metropolitana di Torino. L’arruolamento, inizialmente pianificato della durata di due mesi e per un target di 340 soggetti, è stato interrotto precocemente a causa della drastica riduzione della numerosità dei casi. Ciascun paziente è stato seguito in media per 8,2 (mediana 6,0) giorni, per un totale di 302 visite. La casistica arruolata mostrava sintomi più lievi rispetto alla prima fase dell’epidemia, almeno in termini di compromissione polmonare. Per nessun paziente si è riscontrata una diminuzione di SpO2 di 5 punti percentuali o superiore e soltanto per un paziente si è reso necessario il ricovero in ospedale. Discussione. La casistica raccolta non è stata sufficiente a dimostrare o confutare l’ipotesi dello studio. Tuttavia, ha mostrato la fattibilità di un programma di monitoraggio domiciliare e sollevato elementi di interesse riguardanti l’integrazione territorio ospedale, la necessità di sviluppare strumenti a supporto della presa in carico domiciliare e la variabilità delle manifestazioni cliniche della CoViD-19.
ER  -   
