TY  -  JOUR
AU  -  Biancuzzi, Helena
AU  -  Dal Mas, Francesca
AU  -  Barcellini, Amelia
AU  -  Miceli, Luca
T1  -  La traduzione della conoscenza in ambito medico
tra diversi stakeholder.
Un caso di studio in oncologia
PY  -  2020
Y1  -  2020-12-01
DO  -  10.1701/3509.34968
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  111
IS  -  12
SP  -  769
EP  -  774
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/05/22
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3509.34968
N2  -  Introduzione. La traduzione della conoscenza (Knowledge Translation - KT) viene definita come la sintesi, lo scambio e l’applicazione della conoscenza per accelerare i benefici dell’innovazione globale e locale. In medicina, la KT è un tema sempre più rilevante, come attestano il numero crescente di pubblicazioni. Mentre la definizione tradizionale di KT richiama la necessità di tradurre la ricerca scientifica in pratica clinica, altre tipologie di KT riguardano l’interazione di soggetti con competenze e sentimenti diversi, che si trovano a collaborare congiuntamente al fine di raggiungere un risultato comune. Il contributo vuole comprendere le dinamiche e gli strumenti di KT analizzando il caso di una breast unit (BU) italiana. Materiali e metodi. L’articolo utilizza una metodologia basata su di un caso di studio relativo all’IRCCS Centro di Riferimento Oncologico di Aviano. Molteplici fonti informative sono utilizzate al fine di raccogliere, triangolare, e verificare i dati. Risultati. L’analisi consente di dividere i portatori di interesse di riferimento in due gruppi: un primo gruppo professionale o interno, caratterizzato da una formazione sanitaria comune, e un secondo gruppo non professionale o esterno, che raccoglie soggetti dalle competenze, bisogni, e sentimenti variegati. I due gruppi utilizzano strumenti e metodologie profondamente diverse per tradurre la conoscenza in modo efficace. Discussione. Mentre il primo gruppo traduce la conoscenza al proprio interno sfruttando strumenti maggiormente espliciti, e trae vantaggio dalla stabilità del team, il secondo gruppo necessita di metodologie più creative, molte delle quali si basano sul linguaggio e sulle competenze interpersonali. La temporaneità delle relazioni con la BU di questo secondo gruppo impone di utilizzare strumenti sempre diversi e innovativi.
ER  -   
