TY  -  JOUR
AU  -  Capurso, Lucio
AU  -  Koch, Maurizio
T1  -  Infezione da <em>Clostridium difficile</em>
e malattie infiammatorie croniche intestinali
PY  -  2021
Y1  -  2021-01-01
DO  -  10.1701/3551.35256
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  1
SP  -  42
EP  -  55
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/18
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3551.35256
N2  -  Pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) hanno un rischio aumentato di sviluppare un’infezione da Clostridium difficile (CD) e hanno un maggior numero di complicanze, compreso un numero più alto di colectomie e di morte. Tuttavia non è ancora definito se CD sia causa delle MICI o conseguenza dello stato infiammatorio e della disbiosi intestinale. L’associazione fra MICI e CD può essere dovuta a diversi fattori che influiscono sulla disbiosi come i farmaci utilizzati, in particolare gli antibiotici, che possono alterare il microbiota e permettere la colonizzazione di patogeni, un alterato stato immune e nutrizionale, le frequenti ospedalizzazioni. È stato valutato che fino al 20% delle riacutizzazioni delle MICI possa essere dovuto all’infezione da CD e studi retrospettivi mostrano un raddoppio dell’infezione nel morbo di Crohn e un incremento di tre volte nella colite ulcerosa. I dati epidemiologici mostrano inoltre che l’incidenza di infezione da CD nei pazienti con MICI è tre volte maggiore che nella popolazione generale. La diminuita diversità del microbiota intestinale insieme a un’inadeguata risposta immune sono considerate la causa dell’infezione.
ER  -   
