TY  -  JOUR
AU  -  Merli, Manuela
AU  -  Aprile, Francesca
T1  -  Le linee guida sulla nutrizione della Società europea
per lo studio delle malattie epatiche (EASL)
PY  -  2021
Y1  -  2021-02-01
DO  -  10.1701/3559.35370
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  2
SP  -  103
EP  -  109
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3559.35370
N2  -  Questa rassegna esplora le ultime linee guida sulla nutrizione della Società europea per lo studio delle malattie epatiche e i recenti studi che hanno affrontato la fisiopatologia, le ripercussioni cliniche e il possibile trattamento delle alterazioni della composizione corporea nei pazienti cirrotici. Le malattie epatiche croniche sono frequentemente associate alla malnutrizione e alle alterazioni della qualità e quantità del muscolo scheletrico e dell’osso. Circa il 20% dei pazienti con cirrosi epatica compensata e il 50% di quelli con cirrosi scompensata sono sarcopenici. La malnutrizione e la sarcopenia sono associate a un tasso più elevato di complicanze (ascite, infezioni batteriche, encefalopatia epatica) e sono predittori indipendenti di una sopravvivenza inferiore nei pazienti cirrotici. Negli ultimi anni, in concomitanza con la riduzione delle cirrosi da causa post-virale, si è osservato un aumento dei pazienti affetti da cirrosi epatica per causa metabolica. In questi pazienti si osserva più frequentemente una condizione di sovrappeso o obesità. La deplezione della massa muscolare può tuttavia manifestarsi anche in questi pazienti, ed è stato evidenziato come l’obesità sarcopenica sia un fattore che peggiora parimenti la prognosi della malattia epatica. Migliorare lo stato nutrizionale e la massa muscolare del paziente epatopatico attraverso una modifica del regime alimentare è auspicabile, evitando restrizioni non basate sull’evidenza, ma non è sempre raggiungibile. L’osteoporosi, definita come un’alterazione della qualità e quantità dell’osso, è presente in circa il 30% dei pazienti cirrotici, con maggiore prevalenza nei pazienti con colestasi. Trattamenti con bifosfonati, calcio e vitamina D sono raccomandati insieme a un follow-up clinico e strumentale.
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