TY  -  JOUR
AU  -  Brunelli, Antonella
AU  -  Silvestrini, Giulia
AU  -  Palestini, Luigi
AU  -  Vitali, Patrizia
AU  -  Nanni, Rachele
AU  -  Belluzzi, Antonio
AU  -  Ciambra, Roberta
AU  -  De Logu, Marcella
AU  -  Degli Angeli, Mila
AU  -  Dessì, Francesca Luisa
AU  -  Donati, Daniela
AU  -  Gaspari, Laura
AU  -  Ghini, Teresa
AU  -  Giovannini, Michela
AU  -  Iaia, Maurizio
AU  -  Mazzini, Franco
AU  -  Mollace, Rocco
AU  -  Nanni, Viridiana
AU  -  Perra, Anna Pina
AU  -  Poggioli, Barbara
AU  -  Ponton, Ilaria
AU  -  Russo, Giustina
AU  -  Saletti, Annalena
AU  -  Selli, Arrigo
AU  -  Stazzoni, Antonella
AU  -  Vignutelli, Lucia
AU  -  Zamuner, Elena
AU  -  Venturini, Lisa
AU  -  Zamprogno, Enrico
AU  -  Valletta, Enrico
AU  -  Marchetti, Federico
T1  -  Impatto del lockdown sui bambini e sulle famiglie: un’indagine dei pediatri di famiglia all’interno di una comunità
PY  -  2021
Y1  -  2021-03-01
DO  -  10.1701/3565.35460
JO  -  Recenti Progressi in Medicina
JA  -  Recenti Prog Med
VL  -  112
IS  -  3
SP  -  207
EP  -  215
PB  -  Il Pensiero Scientifico Editore
SN  -  2038-1840
Y2  -  2026/04/15
UR  -  http://dx.doi.org/10.1701/3565.35460
N2  -  Obiettivi. La letteratura suggerisce come il recente lockdown, conseguente alla pandemia di SARS-CoV-2, abbia avuto un forte impatto sociale e psicologico sugli individui e sulle strutture familiari più fragili. Con questo lavoro abbiamo inteso fare emergere il vissuto che nuclei familiari, nei quali non erano rinvenibili specifici elementi di vulnerabilità sociale o sanitaria, hanno sperimentato nel corso del periodo di quarantena verificatosi nella primavera del 2020. Materiali e metodi. Nel periodo compreso tra maggio e luglio 2020, 22 pediatri di famiglia appartenenti all’AUSL Romagna hanno somministrato alle famiglie dei propri assistiti un questionario volto a rilevare le modificazioni intervenute, durante il periodo di lockdown, in ambito personale, familiare e scolastico. Risultati. Sono stati raccolti 721 questionari, analizzando le associazioni tra variabili relative ad ambiente domestico, ritmi quotidiani, scuola, segnali di allarme e segnali di cambiamento in relazione all’età dei bambini. A seguito del lockdown, il nucleo familiare si è modificato nel 31% dei casi, con una maggiore presenza della figura di riferimento nel 68% di questi. Tre famiglie su quattro hanno dichiarato di avere avuto a disposizione ambienti domestici sufficienti, e nove su dieci di avere potuto usufruire di uno spazio all’aperto, privato o condominiale. I ritmi quotidiani sono stati conservati nel 56,7% dei casi; i disturbi dell’umore sono comparsi nel 30% dei bambini-adolescenti, seguiti da disturbi del sonno, dell’appetito e psicosomatici. Un ragazzo su tre ha fatto progressi dal punto di vista evolutivo e del comportamento e un bambino su 5 ha visto migliorare le proprie relazioni. La tenuta complessiva della propria famiglia, nel periodo di crisi, è stata ritenuta buona nel 66,3% dei casi, sufficiente nel 31,3% e non soddisfacente solo nel 2,4% dei casi. Conclusioni. Il quadro che si delinea è quello di famiglie nelle quali la presenza contemporanea in casa di adulti e figli si è generalmente intensificata. Le famiglie intervistate rimandano, nel complesso, un’immagine positiva e resiliente al periodo di lockdown, anche se sono segnalate iniziali problematiche sul piano emotivo in un bambino-adolescente su tre. Appare in parte compromessa la capacità di mantenere una struttura familiare organizzata nel quotidiano. La coabitazione forzata porta a una competizione per le medesime risorse di tempo e di spazio e si ripercuote sull’intero nucleo familiare. L’istituzione scolastica emerge come un fattore protettivo per i bambini, i ragazzi e anche per il benessere delle famiglie stesse.
ER  -   
